Tuesday, 19 April 2011

Le pedine sacrificabili

Oggi ho deciso di non pensare alla mia esistenza, e visto che il lavoro è stato noioso ho comunque avuto un po' di tempo libero per elaborare diagrammi mentali.

Data la mia momentanea propensione a starmene lontano dai fatti miei, ove tornero' ad arenarmi già stasera temo, ho riflettuto un po' di politica, come testimoniano le ultime pagine.

Ancora vi ritorno, per scrivere delle 'pedine sacrificabili'.

Uno squallidissimo personaggio, pensando di ingraziarsi il presidente del consiglio pur non essendo portatore adolescente e notevole di figa-tette-culo, ha avuto la brillante idea di tappezzare Milano di manifesti deliranti, nei quali si lascia intendere che niente meno che le Brigate Rosse dimorino nella procura di Milano.

Non voglio discutere di questo, perchè come lasciavo intendere prima ci sarebbe troppo da dire, e privilegiando un aspetto non farei che ignorarne un altro, dando quindi di questo fatto grave un'immagine distorta, ma piuttosto del comportamento dei compagni di partito di detto genio.

Io non so se quella mossa sia stata meditata, presa in accordo con altri, o se sia stata davvero un'iniziativa personale.

Di certo, visto che per una volta perfino il fossile che abbiamo come presidente della Repubblica ha alzato la voce contro questo ennesimo attacco a chi ha lottato e combatte ogni giorno la criminalità, c'è un fuggi fuggi generale, nel PdL, nei confronti di questo deficiente, presumibilmente in attesa delle parole del grande capo, che pero' dubito vorrà appoggiare una posizione che per altro, non dimentichiamocene, già mille volte ha sostenuto con atti e con parole.

Ed ecco il punto dove voglio far convergere la mia riflessione: tutti sono sacrificabili per il grande capo.

Ministri non meno di lui inguaiati, da far dimettere per non far calare la popolarità, Scajola per ben due volte, soubrette da scaricare quando ormai non lo fanno rizzare piu', alleati da distruggere appena osano mettere in questione la supremazia, come Follini, Casini, Fini, e poi avvocati, mogli, alleati stranieri e cosi via.

'Soldati ambiziosi seguono un condottiero ambizioso.', dice un proverbio, e noi possiamo sostituire, per meglio adeguarsi al caso, all'ambizione altre qualità, addirittura meno edificanti.

Quello che i soldati, stolti, di solito si dimenticano è in prima fila, in trincea dove si combatte e muore, ci vanno loro, sempre e comunque.

Tutti vogliono essere ufficiali, ma la truppa è quello che aspetta centomila di quelli che si candidano al ruoto di favorito del Re Solo.

2 comments:

  1. Che tristezza!!!!
    Comunque ho un'amica dottoressa che è amica del dottore del venditore di aspirapolveri. Pare che il soggetto in questione per farsi tirare il pisello si debba sottoporre a una serie di punturine che non credo siano molto piacevoli. La statuetta quindi, come tutto il personaggio, è una bufala......
    E non permetterti di dire che non sei intelligente!!!!
    Ti bacio due volte....

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  2. E anche questi due me li prendo con gioia ;-)
    Grazie!

    Gio

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