Saturday, 30 April 2011

Le mie lettere ad Alice

Non posso dire, purtroppo, di conoscerla davvero, ma tutto cio' che di lei so mi pare meraviglioso.
Ormai comunichiamo pochissimo, giusto ogni tanto su facebook, e praticamente mai in modo personale.
Di fatto poi, quando oggi parlo di Alice non mi riferisco piu' a una bella ragazza fiorentina, ma ad un'altra persona, una persona che conosco davvero e che oltre la mia immaginazione combacia all'idea di Alice, idea che lei stessa di fatto ha rinnovato, e composto, e scolpito come residuo del nostro incontro nella mia mente.

Ma all'inizio, e per qualche giorno, io e Alice ci siamo scambiati alcune lettere.

Eccone una mia di risposta, quando seppi della sua passione per l'Opera.

Carissima Alice ...

che bello è stato leggere la tua lettera!

A mio modo di vedere l'opera davvero 'le diverse bellezze insiem
confonde', perchè non è solo musica, non è solo
prosa ... è una sintesi tremenda.
Tremenda davvero, perchè 'ti fa venire i brividi', nonostante i 30
anni ormai suonati (miei) e tutto il resto.
Non ho mai ascoltato fino in fondo Cosi' fan tutte: dopo aver amato
alla follia Figaro e Don Giovanni, voglio tenermi li qualcosa
per il futuro.
Metti che domani mi spacco una gamba e sono depresso: et voilà, arriva
la mia Dorabella (non mi ricordo se si chiami cosi ;-) ) e 'le pene
compensi il piacere'.

....

Quest'estate sono stato all'abbazia di San Galgano a vedere il Flauto.
Beh, a parte la gioia di vedere una chiesa devastata (scherzo ;-) ),
che scenario, che beltà!
Ogni anno organizzano simili eventi: in quanto sei di quella
bellissima parte d'Italia ... ti consiglio di andarci se già non ci
sei andata!!

A presto!

Lei mi rispose dicendomi che era parte di quella rappresentazione, nella coreografia.
E aggiunse anche ...

"Sai, da quando mi hai iniziato a parlare di Mozart una parte di me
crede che mi stai prendendo in giro. [...] Che in realtà mi conosci e fingi
di essere un altro, che mi dici apposta quello che mi voglio sentir
dire"

In questa serata passato a lavorare, con gli occhi stanchi e saturi di pixel, penso con un po' di malinconia a te, e a quel giorno in cui ti sono stato vicino quanto mai piu' saro'.

E trasferisco quel pensiero triste a tutte quelle volte che ho sfiorato il brivido di un'altra anima, e poi mi sono invece ritirato, per buon senso o per necessità, o per viltà.

No comments:

Post a Comment