Friday, 15 April 2011

Idee per racconti

E' da tanto che non mi dedico come dovrei a questo mio diario.

Me ne rammarico, perchè questo è il punto di contatto con i miei dodici lettori, e quelli che, tra questi, ormai sono nomi e volti conosciuti e non più solo parole remote.

Non che abbia mai davvero riversato qui pensieri particolarmente elaborati, o curato adeguatamente la forma che a questi davo, e tuttavia sicuramente negli ultimi mesi, o almeno nelle settimane recenti, tanto è il lavoro, e lo stress, che qui solo mi rifugio per gridare, o dare sfogo ai miei deliri.

Perfino in questa dimensione approssimativa ritrovo un balsamo insostituibile, sai?

Se fossi ricco, smetterei di lavorare per dedicarmi anima e corpo alla scrittura: se potessi, ne farei una professione, cosa facile se non preoccupa l'esigenza monetaria, e passerei le mie giornate nelle biblioteche, o camminando per musei, città, deserti ... per trovare nel passato vissuto da altri, e nel mio presente spunti per riflessioni, frammenti di racconti da comporre assieme in un corpo unico.

Anni fa, forse ne ho già parlato, partii di notte, in moto, per tornare in Italia.

Alle 4 del mattino mi ritrovai in un villaggio in collina, e una ragazza, facile pensare fosse una ballerina di lap dance o qualcosa di simile, mi fermò, chiedendomi un passaggio.

Ovviamente, avendo solo un casco, non potei offrirle aiuto.

Eccolo, uno spunto per un racconto.

Sopravvivere una notte, all'aperto, in un ambiente ostile.

Immagino quello stesso villaggio, che oggi è il soggiorno ozioso di ricchi cittadini in cerca di relax nel weekend, settant'anni fa, durante gli anni terribili della seconda guerra mondiale.

E quella ragazza è una partigiana, o forse un'ebrea in fuga.

E io?

Io sono una spia inglese in missione segreta, impegnato a scoprire i segreti militari della Wermatch, l'invincibile esercito del terzo Reich.

Non sono in sella alla mia moto, ma al manubrio di modesta bicicletta, e nella notte cerco di raggiungere, senza farmi notare, l'ansa del fiume, dove m'attende un cospiratore, o forse un traditore che mi venderà alle SS.

Con me ho un pugnale, una rivoltella, e una capsula di cianuro, perchè non posso permettermi di cadere vivo nelle mani dei nazisti.

La morte è preferibile alla tortura, e soprattutto al tradimento.

Mi fermo un attimo ...

Ho visto qualcosa muoversi nell'ombra, o è stata solo la mia immaginazione?
Ho i nervi a fior di pelle: ho perso ogni contatto con Kurt ...

Che mi abbia tradito?
Che sia morto?

E tu, tu che sei nascosta in quel cespuglio, cosa pensi?

La mia bicicletta potrebbe significare per te la vita: con quella potresti raggiungere in un paio d'ora il confine con la Svizzera, e allora saresti salva, e finalmente tutto finirebbe.
E però come impadronirsi di quel mezzo?
Non hai armi, nè vuoi far baccano.

Uno di fronte all'altro, sconosciuti, eppure un filo sottile tra di noi ...

4 comments:

  1. Ha..Ha... Gio! Mi hai fatto tornare in mente un'assurda fissazione, molto insistente qualche anno fa, ma tutt'ora validissima... Io sono convinta d'essere la reincarnazione di una pallida e bruna ragazzina ebrea che suonava il flauto traverso... :D
    Grazie per avermi rievocato tale sciocca suggestione!

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  2. E' da tanto che non mi dedico come dovrei a questo mio diario

    Ma se hai scritto un post ogni mezz'ora???

    :D

    EuGIOnio...tu fai troppi inviti al racconto, io sono limitato, non ce la faccio a raccoglierli tutti :D

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  3. Dautre, scicco non s'addice a te, proprio per nulla :-)

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  4. Nè tantomeno a te caro collega (scavezzacollo ;-) ).

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