Friday, 29 April 2011

Diana

L'intervento è andato bene.

Da qualche ora non sono più in rianimazione, ma in reparto.
Mi hanno tolto già la maschera, di nuovo indosso gli occhiali.

Il dolore tuttavia anzichè diminuire cresce: è questo l'effetto delle droghe che si sciolgono nel sangue, e dei nervi che tornano lucidi, efficienti.

Ho la schiena in pezzi, e respiro a piccole boccate, chè gonfiare il torace mi provoca dolori terribili.

La ferita è proprio li che si chiude, sul petto: lungo lo sterno, che il ferro ha aperto, corre ora il filo metallico che lo tiene chiuso, e ci vorranno settimane prima che si calcifichi la ferita, e giorni, almeno, perchè la sofferenza s'affievolisca.
Sono immobilizzato a letto, e le scapole puntute non sopportano più il mio peso.
Sudo, e quell'umidità ragruma nelle pieghe della fodere e mi macera la pelle.
E la notte è una collezione di tutte quelle ore, l'una, le due, le tre, le quattro, che di solito sgattaiolano via dalle nostre giornate tutte assieme, senza che noi ce ne rendiamo conto.

In corridoio sento le infermiere parlottare.

Pare che sia morta la regina d'Inghilterra.

Non riesco davvero ad interessarmene: nella mia mente non c'è spazio neppure per Silvia, nè per Mahler.
E' solo un contenitore di gonfiore, stanchezza, tensione.

Arriva la mattina, e la mamma e il babbo vengono a trovarmi.

Stiamo parlando, quando telefona la zia.
Vuole parlarmi, e io sono felice di mormorare qualche sillaba, e di propagare la mia ritrovata vitalità oltre quella stanza, fino li, a casa mia, dove sono le mie montagne, i miei cani e le persone che amo.

Tutta eccitata mi da la grande notizia.

'Lo sai che è morta Lady Diana mentre scappava da dei giornalisti che l'inseguivano?'.

Non sono riuscito, scusate la blasfemia, a scoppiare a ridere.
E mi ha fatto tremendamente male.
Ma tra tutte le morti, tra tutte le notizie da darmi, non ne potevo immaginare una più assurda.

2 comments:

  1. Diciamo che in alcuni momenti si hanno altre "priorità", come è giusto che sia ;)

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  2. È decisamente assurdo morire per scampare ai paparazzi, ma trovo sia pesantemente più assurdo ancora morire di fame e di disperazione e che simili cose siano diventate così disgustosamente "normali" che, oramai, non fanno nemmeno più notizia.

    Giancarlo

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