Friday, 22 April 2011

Deontologia

Eccomi qui, come ieri, di fronte allo schermo del mio computer.

Frustrata, perchè sono in un punto di stallo nella stesura del mio romanzo.

Mancano poche pagine alla conclusione, ma quell'estro che m'accompagnato dalla prima pagina fino all'ultima, è svanito, ed è da un mese che non scrivo più una sola sillaba.

S'accumulano scarabocchi e fogli accartocciati nel cestino, e il caffè e le sigarette non bastano mai.

La notte chiudo gli occhi alla ricerca di un'idea, di un aggettivo, di un'immagine che però nè il sonno nè il nuovo giorno mi donano.

Ho riletto decine di volte il mio racconto: è vivace, ha ritmo e tiene il lettore in uno stato di ansia e tensione perenne.

Proprio perchè fino a questo punto, che dovrebbe essere il culmine, è un piccolo capolavoro, non mi rassegno all'idea di un finale squallido, affrettato.

No, io sono ben consapevole della qualità del mio lavoro, e voglio che anche la conclusione sia un punto di riferimento per il genere.

Si tratta di un tema abusato, lo so bene, ma che io sono riuscita a rivitalizzare: davvero tra tutti i thriller che ho letto ben pochi s'avvicinano per profondità e realismo alla mia opera.

'Ritratto di un'assassina' sarà dunque il nuovo best-seller che verrà stampato a mio nome, e i pochi cui ho permesso di leggere pochi estratti, un paio di capitoli e non di più, ne sono semplicemente entusiasti.

Non posso deluderli ... e devo mantenere le aspettative, e dare in pasto ai miei lettori qualcosa che non si possa dimenticare.

Ho scritto dal punto di vista dell'assassina, avvalendomi della tecnica del flash-back.

E ora devo raccontare della scena del primo omicidio, e di quella vittima incontrata per caso, scelta proprio senza una ragione, perchè chi vuole imparare ad uccidere deve pur esercitarsi, no?

E non ci riesco.

Non riesco a dare forma all'adrenalina dell'assassina, nè allo sconcerto che si fa puro terrore della vittima che si scopre prossima alla morte.

E allora ho deciso.

Stasera io scenderò in città.
Andrò in uno di quei locali alla moda, dove le persone si ubriacano e poi si ritrovano a scopare con perfetti sconosciuti, e si svegliano la mattina in letti nei quali non sono mai entrati prima, e nei quali non rimarrà il loro odore più di un giorno.

Ne sceglierò uno qualsiasi, facendogliela giusto intravedere, facendogli credere che quello sia il suo giorno fortunato.

La porterò poi nella villetta che ho in collina, quella isolata dove mi chiudo quando cerco concentrazione e silenzio.

E aspetterò che gli passi la sbronza, che torni in sè.

E poi gli farò capire che lo sto per uccidere.

Ed ecco, sentirò quell'adrenalina scorrermi nelle vene.
Ed ecco, lo vedrò incredulo, turbato, correre nudo verso la porta magari, e disperarsi di trovarla chiusa, e sentirsi senza via d'uscita.
E io mi avvicinerò allora.
Tirerò fuori la pistola.
Lo colpirò in un punto non vitale.
E prenderò appunti mentre, quello, agonizzante, mi pregherà di risparmiarlo, di chiamare aiuto.

Poi, quando sarò soddisfatta del mio lavoro, lo finirò in qualche modo.

E non m'importa se non riuscirò a farla franca.

Ci proverò, sia ben inteso, e ho già un piano per farne sparire il cadavere.

Ma se anche sarò scoperta, processata e condannata, ne sarà valsa la pena.

Avrò scritto il più perfetto thriller che mai sia stato creato.

E voi lettori, nei mediocri comodini della vostre stanzette, assaporerete un poco della mia grandezza.

8 comments:

  1. Tanto comunque dentro non ci finisci...

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  2. Ihihihi Marisa, mi piace vestire i panni di un'affascinante killer ogni tanto ;-)
    Ma tranquilla, sono sempre il solito ;-)

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  3. Tutti i criminali d'Italia s'augurano che il proprio crimine sia commesso da un nanerottolo ...

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  4. mio caro io so che sei sempre il mio dolce amico Gio ma proprio per questo faccio gulp ai tuoi pensieri assassini...

    p.s.
    in confidenza anch'io ho tali fantasie ma indirizzate a persone specifiche che sono tante e non a sconosciuti!!!

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  5. Allora Marisa la prossima volta che ci incontriamo ci diamo consigli da serial killer a vicenda :-)

    A presto!

    Gio

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  6. Meno male che non scrive libri di racconti ma romanzi, immagina quanti ne ammazzerebbe!!!

    :D

    Buona Pasqua EuGIOnio!

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