Monday, 25 April 2011

Da piccoli cantavamo Facetta Nera

Capitava soprattutto quando andavamo a passar le vacanze, con i nonni, in montagna.

La nonna la mattina veniva a svegliarci, e mentre aspettavamo scalzi il turno per il bagno, l'acqua non era riscaldata e io tremavo di freddo a piedi nudi sulle mattonelle, e per la colazione, povera, pane raffermo invece dei biscotti nel latte, alle volte lei intonava le canzoni della sua giovinezza.

E noi, con lei, cantavamo 'Facetta Nera'.

Non siate troppo severi con quella frazione della mia famiglia: eravamo dei bambini in compagnia di una donna anziana, e per noi non c'era differenza tra quella canzone e le altre.

Capitava con la stessa frequenza che la nonna si mettessa una tovaglia verde, azzurra e bianca attorno alla vita, come una lunga gonna, e ballasse come la zingarella di un'altra delle sue canzoni.

O che ricordasse quelle parole, ne restano poche nella mia mente, di un'altro motivetto che le avevano insegnato in collegio ....

'Siamo arrivati, alla stazione centrale, per salutare i cari genitor ...'

E se eravamo a passeggio per il bosco, sempre senza aver chiara idea di cosa significasse, intonavamo con lei 'Oh bella ciao'.

Insomma, l'avrete capito: noi cantavamo 'Facetta Nera' con la nonna ma mica perchè lei era o era stata fascista, anzi, nè noi ovviamente.

La ragione è che lei era una donna d’una semplicità e ingenuità disarmanti, e per lei 'Bella Ciao' e 'Facetta Nera' erano la stessa cosa.

Era una donna ingenua, semplice, che ricordava cantando e ballando la sua gioventù ormai lontanissima …

Era nata proprio con il ventennio, e specialmente perchè donna, inquadrata in un sistema educativo tentacolare che naturalmente l'inseriva in quel progetto mastodontico e complesso che sarebbe stata l'Italia fascista.

Un progetto che per l'appunto voleva milioni dei propri cittadini privi di senso critico, incapaci di un pensiero indipendente.

Un piano decisamente dalla lunga scia, e che ebbe uno straordinario successo come si vede benissimo ancora oggi: il fascismo davvero divenne uno stile di vita per milioni di umili, e motivo d'orgoglio per chi non aveva la consolazione della ragione, la forza del pensiero a sostenere le proprie ambizioni e consolare i propri fallimenti.

Scrivo questo messaggio elaborando un mio commento a un post di Galatea sul 25 Aprile, la festa della Liberazione.

E allora dico che alle poche persone semplici e ingenue che ancora rimangono di quegli anni lontanissimi, concedo di confondere le due parti, perchè manca loro la capacità risolutiva per distinguerle, e il loro è un limite strutturale, proprio come quello di un sistema ottico inadeguato a scrutare la profondità del cielo.

Agli altri, compresi reduci incalliti e violenti ultra novantenni con la scorta di Olio di Ricino ancora in dispensa ... calci in culo!

E che la pietà per i morti non prescriva le colpe dei vivi.

Un discorso articolato sul fascismo e la resistenza sicuramente non può non tener conto dei meriti del primo, specialmente distribuiti nei primissimi anni di dittatura, pur non volendio giustificare in alcun modo le violenze e i soprusi, riconosco che da un punto di vista amministrativo il fascismo produsse alcuni risultati, nè i crimini o i fini nascosti del secondo, e d'altra parte un fenomeno così vasto e maturato in momenti tanto drammatici inevitabilmente comporta oltre all'eroismo e l'abnegazione anche sangue e ritorsione.

Ma non riconoscere nel 25 Aprile la liberazione è da folli, e non individuare tra le due parti una che contro quella operava e una che invece in tale direzione spingeva, è da idioti.

3 comments:

  1. la nonna di mia cugina è morta nel 2000 aveva 94 anni lucida sino al giorno della dipartita ( era andata a comprare il pane la mattina stessa) faceva morire dal ridere, era sempre in silenzio sulla sua seggiola e guardava la tv, quando sentiva certe notizie di politica che la scioccavano diceva" e tutta colpa del voto dato alle donne, le donne non avrebbero dovuto votare mai..."... e noi piegate dal ridere...

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  2. La gioventu' sono le nostre radici :-)

    Ciao!

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  3. Quanta banale ignoranza in queste parole...onore al Duce e al Fuhrer... Oserei dire quasi innocente,ma non lo è mai per chi inneggia ai partigiani sanguinari traditori.. Che pena..meglio il paese oggi in mano a luridi banchieri ebrei che con la bugia dell'olocausto stanno distruggendo il mondo... Che piccolo cervello patetico che hai...

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