Saturday, 5 March 2011

Una vale l'altra

Per prima cosa una doverosa nota: l'autore di questo blog non ha mai manifestato tendenze suicide in vita propria e non credo proprio mai penserà di anticipare il momento della dipartita verso i verdi campi.

Mi spiace se alle volte posso dare quest'impressione, tipo nel messaggio di ieri notte ora modificato, ... ma io scrivo qui per buttar fuori il male di vivere che mi azzanna alle caviglie, e funziona in modo eccezionale.

Dicevo ... una vale l'altra, se non è quella che mi interessa davvero.

Sono anche convinto che quella che mi interessa davvero non riuscirà proprio a considerarmi una nullità, e che una certa reciprocità esisterebbe tra noi, e che pure lei è nauseata dalla sciocchezza del mondo.

Che fa schifo.
Che mi fa schifo.
Che mi fa male.

Il problema è che pure quelle che non mi interessano possono essere capaci, indirettamente, di farmi venire queste belle crisi di nausea, di togliermi il sonno e il piacere di vivere. (questo è il momento di tornare alla premessa: niente propositi suicidi, e comunque vivo al secondo piano).

Quindi adesso io devo trovare un'altra, semplice no?

Un'altra da levare agli altari, s'intende, che è quello che io desidero davvero.

(Chi lo sa davvero cosa sono le donne? E se non fossero neppure la metà della metà dell'ombra di quello che mi sono immaginato?).

Io sogno un'altera Pallade Athena che disprezza gli uomini e non si concede a nessuno, e che, al limite, ha giusto una predilezione bizzarra per un vagabondo curioso, versatile e scaltro.

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