Saturday, 12 March 2011

Una persona seria

"Vostro onore, signori della giuria, membri rispettabili di questa corte ...

La tesi che mi accingo a difendere, lo confesso, potrebbe sembrar fare acqua da tutte le parti.

Eppure vi credo fermamente, e sono sicuro che se la corte avrà la pazienza di ascoltare questa mia memoria difensiva, infine io sarò giudicato innocente, e senza invocare la solita infermità mentale come consigliatomi, per abitudine, da quel farabutto del mio avvocato Ghedini.

Lo dico ad alta voce, perchè tutti mi possano intendere, perfino quell'assonnato cancelliere laggiu', e quel distratto membro della giuria che continua a guardare l'orologio e attende la mia fine: io sono una persona seria.

L'ottanta per cento almeno delle parole che pronuncio ogni giorno sono in inglese, e in una percentuale non inferiore riguardano il mio lavoro.

Sulle mie labbra non sorprendono termini come 'algoritmo, equazione, integrale, simmetria, vettoriale', e sono ben pochi quelli che possono ricordare d'avermi sentito mettere assieme le sillabe che costituiscono vocaboli come 'amore, amicizia, passione, malattia, deformità, dolore'.

I miei interlocutori hanno una sfilza di titoli da far invidia a un nobile spagnolo dei tempi del Re Sole, B.Sc., M.Sc., Phd., Prof., (so bene che il Re sole non era ispanico, ma l'ossessione per i titoli nobiliari raggiunse i massimi a quei tempi, e scusatemi se Luigi XIV è più noto degli oscuri Filippi di quei tempi), e i miei scaffali sono ricolmi di libroni assolutamente monumentali, dai titoli inquietanti come 'Istituzioni di Fisica Teorica', 'Elettromagnestismo', 'Algebra Lineare' ...

Non solo: richiamo l'attenzione della corte sulle numerose conferenze cui ho partecipato, e solo dopo aver ottenuto approvazione del mio lavoro da commissioni di esperti.

In buona sostanza: non sono il volubile pendolo in continua oscillazione tra euforia e disperazione che forse immaginate. Non sono un ossessionato e deluso amante delle donne!

Quest'immagine distorta vi è comunicata dalle parole che un mio alter ego che mi somiglia come una goccia d'acqua e possiede tutte le mie password informatiche scrive su queste pagine. Ho concluso, grazie della vostra attenzione."

'Bene signor Gio, abbiamo sentito la sua opinione in merito. La sua idea di non affidare ad un avvocato la propria difesa, licenziando il suo, va riconosciuto, non lascia dubbi circa il suo coraggio. O forse buon senso, visto che alla fine Berlusconi è stato condannato a 315 anni di carcere nonostante 27 leggi ad personam. Ora mi ritiro per deliberare. La seduta è sospesa per quindici minuti.'.

In quei quindici minuti in cui si decide la sorte di Gio, in aula è una gran confusione.
Al solito c'è chi scommette sull'esito della sentenza, chi ne approfitta per andare in bagno, e poi c'è chi proprio non riesce a fare a meno di fare la corte a qualche bella ragazza ...

Quanto passa in fretta un quarto d'ora, specie se si sta flirtando amorevolmente con una fanciulla, vero Gio?

'Seduti, seduti. Signor Gio, abbiamo prestato ascolto alla sua accorata memoria difensiva. Abbiamo preso nota dei titoli dei suoi colleghi, di quelli dei volumi che mettono a repentaglio l'equilibrio della sua biblioteca e la sopravvivenza della foresta amazzonica. E abbiamo controllato i dettagli delle presenze a conferenze et similia. I suoi colleghi inoltre confermano che effettivamente giammai sentirono da lei quelle soavi parole, e che davvero lei è solito ammorbare le loro vite con discorsi pesantissimi circa indici covarianti, prodotti scalari e singular value decomposition.'

Gio, in cuor suo, è già convinto a questo punto d'aver vinto la causa.

'Un supplemento d'indagine, tuttavia, ha provato come lei, signor Gio, sia solito canticchiare licenziose arie di un numero di opere e recitare versi di poesie di inequivocabile tenore mentre è al lavoro, e che i suoi libroni sono poi pieni di noticine a margine che per sua fortuna non intendo divulgare in questa sede. E se è vero che lei è ogni giorno coinvolto in serie discussioni scientifiche, è pur vero che ogni volta che passa una bella ragazza lei smette di guardare negli occhi il suo interlocutore per seguire quella fino al più remoto orizzonte, e che durante queste così dette conferenze lei non fa che importunare le più graziose congressiste, in un tentativo continuo di sedurre la francese dai capelli castani, la tedesca dagli occhialoni spessi, e un numero imprecisato di comparse che pure sono tutte disposte a confermare questa tesi.'

Ecco che allora Gio si dispera, e già si vede a spaccar pietre in qualche remoto bagno penale per il resto della sua vita.

RIprende il giudice la parola.

'Eppure signori della corte' e il tono della voce del vecchio magistrato denuncia una vitalità nuova 'io dico che nulla c'è di più serio che dedicare la propria vita alle donne, perfino se è solo per collezionare un infinità di due di picche a veder il proprio cuore calpestato, i propri sentimenti umiliati e mutilati e i propri desideri spenti nell'indifferenza. Lei signor Gio è il più sensato degli esseri umani: vada fiero della passione irragionevole, della giusta ossessione per le donne. E continui a trovare delle scuse, un lavoro, il dover fare la spesa, il prendere un treno per andare in un luogo senza un motivo, che la mettano a contatto con le sue muse. Non c'è vita senza donne! E se pure non ne avrai una, ne avrai riempito i tuoi sogni, e quelle immaginate e sfiorate avranno dato un senso alle tue giornate.'.

Vivan le femmine, viva il buon vino, sostegno e gloria d'umanità!



Questa non è la più bell'aria del Don Giovanni ... non ha l'epica di quelle del commendatore, nè il fuoco sacro di quella di Donn'Anna, o l'amore disperato di Elvira.

Ma è la mia aria.

Vivan le femmine, viva il buon vino, sostegno e gloria d'umanità!

2 comments:

  1. so bene che il Re sole non era ispanico, ma l'ossessione per i titoli nobiliari raggiunse i massimi a quei tempi, e scusatemi se Luigi XVI è più noto degli oscuri Filippi di quei tempi


    XIV...

    Al XVI tagliarono la testa. :-)

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  2. Hai centomila volte ragione ...

    Forse è meglio se provo a invocare davvero l'infermità mentale, che ne dici? ;-)

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