Saturday, 26 March 2011

Un sogno troppo strano perfino per me



Per tenere una lezione privata, mi reco a casa di un mio studente.

Il ragazzo in questione è Howard Wolowitz, uno dei protagonisti della serie televisiva 'The Big Bang Theory'.

Abita in Sardegna, in una casa dove tutto, i mobili, le pareti, i pavimenti, è colorato di verde.

Mentre lavoriamo, sua madre, sempre dandoci le spalle, gira attorno al nostro tavolo, spolverando, lucidando, spostando mobili e sedie.

Il mare è a neppure un metro di distanza dalla finestra, aperta, della cucina dove ci troviamo.
Un cane maculato, bianco e nero, disteso su un prato, antistante la finestra, continuamente bagnato dall'acqua marina, osserva l'orizzonte.

Alle ondate, la casa si riempe d'acqua, ma questo non sembra preoccupare nessuno, ed è solo in conseguenza alle mie insistenze che infine la finestra viene almeno chiusa.

Finalmente la madre di Howard ci lascia in pace, ma ecco arrivare sua sorella, che è una ragazza sarda che conosco vagamente davvero, e che so essere in disagi finanziari, e pure però generosa e appassionata di tutela degli animali.

Questa ragazza, Angela, la conosco da quasi 10 anni.
Mi colpì molto una volta perchè quando le dissi che una compagnia petrolifera offriva uno stipendio altissimo per tecnici non specializzati che lavorassero in una zona ad alto rischio di terrorismo, dopo averne parlato con suo padre, volle chiedermi più informazioni.

Angela mi dimostrò quel giorno che ormai la distanza tra benestanti, borghesi, semplici impiegati e indigenti è annullata dalla tecnologia e dalla nostra educazione, dallo svanire di tanti pregiudizi insulsi.

Howard s'alza per andare in bagno, ed ecco sopraggiungere uno dei miei colleghi, un professorone di quelli con centinaia di pubblicazioni.

La mareggiata si fa impetuosa, e il cane, fuori, balla tra le onde.

Guardo Angela.

E' dolce e carina.
Non la conosco, lo ripeto, non ci siamo mai parlati, solo scritti in rare occasioni, eppure in quel momento sento di volerle bene.

Alzo le mani al cielo e mi concentro.
Una sfera luminosa, ma solo io la vedo, fluttua davanti a me.

Chiedo ad Angela di esprimere un desiderio.

Sorride, e mi dice qualcosa di generico, di immateriale.

Insisto: Angela, chiedimi qualcosa che davvero potrebbe esserti utile.

Allora, scherzando, dice '100 milioni di dollari!'

Ed ecco 100 milioni di dollari materializzarsi sul tavolo.

Sono tutti senza parole, e allora io spiego che in effetti sono un mago.
E quelli sono soldi veri, che io ho sottratto alla malavita.

Angela prende le banconote e va in anticamera, dov'è la madre.

E' eccitata e confusa.

La madre smorza i suoi entusiasmi: non è bene avere denaro altrui.
Angela si convince delle ragioni della genitrice e mestamente torna in cucina, implorandomi di riprendermi quei soldi.

Sorrido.

Un attimo di concentrazione e i soldi spariscono, ma per tornare questa volta nelle tasche dei legittimi proprietari, non dei mafiosi che con la violenza se n'erano impossessati.

Angela non può nascondere un minimo di tristezza, ma io le sorrido dolcemente.

E le dico che sarà felice, che deve credermi.

No comments:

Post a Comment