Saturday, 19 March 2011

Scrivere d'umanità

Inizio a scrivere pensando a un pensiero di Spinoza che Ipazia mi ha citato un paio di volte:

"Chi ha un corpo atto a molte cose, ha una mente la cui massima parte è eterna
(Spinoza, Ethica, V, PROPOSITIO XXXIX. Qui corpus ad plurima aptum habet, is mentem habet, cuius maxima pars est aeterna)"

[mi scuso per lo stravolgimento di questa citazione che sto per fare].

Lo adatto alla mia situazione, sostituendo al corpo la mente, e alla mente qualcosa che non so definire, e cui in modo forse goffo mi riferisco come 'anima', e invece dell'eternità immagino una sorta di infinito umano, qualcosa di non dissimile da ciò cui Artur Rimbaud forse intese.

"Chi ha una mente atta a molte cose, ha un'anima la cui massima parte è infinita"

Io nella mia mente voglio metterci tutto: ci dev'essere la fisica, la gioia del sapere, un po' di poesia, e quanta musica riesco a trattenervi, ma non voglio rinunciare alle donne, alla sessualità, al desiderio di vederti nuda, di toccarti e baciarti ovunque, di possederti e stringerti a me.

In un periodo della mia vita, tra gli undici e i tredicianni circa, ho frequentato una scuola di comunione e liberazione che mi ha messo in testa, o ha provato almeno a condizionarmi in tal senso, l'idea che la sessualità fosse sporcizia, e che ogni volta che si cedeva a un desiderio si abbandonasse la virtù, ci si insozzasse nella perversione.

Come al solito, data la mia abitudine a vivere situazioni difficili, per un certo periodo ho creduto che in effetti tra i mali da sopportare in silenzio ci fosse pure quello di un'etica disumana, cui non sottrarsi pena una dannazione non eterna, non ci ho mai creduto davvero, ma terrena.

Sono sempre stato un solitario, e così ho avuto poche, pochissime esperienze intime con gli altri, per rendermi conto che virtù e desiderio, onestà e lussuria, sincerità e piacere possono convivere.

La perversione non è voler far l'amore con il venti per cento delle fanciulle che incontri per strada, e farlo, eventualmente, se ne hai l'occasione.

La perversione esiste solo quando tu metti come priorità il tuo piacere, e per conseguirlo non esiti a danneggiare il prossimo: tradendo la fiducia di uno, ingannando un altro, imponendo con viltà, violando promesse e ignorando la dignità di chi la vita ci mette di fronte.

Se io ho questi desideri chiaramente animaleschi, e pure ho la mente piena di Leopardi, e nel cuore un briciolo di amore per la giustizia, come posso ritenere dei miseri quelli che pure sono ossessionati come me?

E dopotutto proprio leggendo i pensieri di altre persone che vivono una sessualità che solo la noia e la poca fantasia dei più rende bizzarra, mi sono reso conto che davvero Spinoza aveva ragione.

Non provo neppure a negarlo, perchè per altro non mi interessa neppure: il contatto con alcune delle persone che ho conosciuto per confronto virtuale mi ha cambiato, mi ha giovato più che amicizie di lunga data, e perfino più della lettura dei miei amati classici.

Le similitudini che ho trovato con chi, all'apparenza, nulla sembra avere in comune con me, quell'intendersi a meraviglia non solo su temi generali, ma perfino in situazioni particolarissime, e poi la gioia di pensare la stessa cosa, di parlare all'unisono, ma perfino la serenità di un rimbrotto che finalmente considero sensato, mi ha costretto a ridefinire, riscalare, riconsiderare.

Oggi sono una persona più sincera di un tempo, perchè conversando con te ho finito per conoscermi meglio.

E ho capito che dentro di me c'è qualcosa che ho negato troppo a lungo, e lasciato in disparte nella speranza vana che defluisse.

Non è finita qui.

2 comments:

  1. Waw.....mi è piaciuto tantissimo questo tuo divagare.
    Aspetto il seguito. Bello il tuo pensare, bello il tuo blog, specchio di quello che sei tu immagino.
    Un bacio....

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  2. Spero che lo sia.
    A presto allora!

    Gio

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