Thursday, 31 March 2011

Quando ero sereno



Una mia amica un paio d'anni fa prese a carezzare l'idea di imparare ad andare in moto.

Visto che la mia Divina Indifferenza, una Supermotard, per lei era troppo alta, chiesi a un mio amico, ai tempi aveva una stradale, di provare a farla salire sulla sua, per vedere come lei si trovasse al manubrio.

Andò tutto bene: toccava appena, ma abbastanza da potersi innamorare delle due ruote, ed il suo è un amore che dura da allora, e dovreste vederle quelle due come ci danno dentro su e giù per le dolci colline e le aspre salite alpine!

Non so come tuttavia, scendendo dalla moto, facendo leva forse su un pedale e stravolgendo qualche legge fisica, finì per far quasi ribaltare il mezzo.

Fu solo una certa prontezza di riflessi, mia e del mio amico, ad evitare il disastro, e tutto allora finì con una bella risata.

O meglio, almeno in due ridevamo ... e non c'è bisogno di dire chi, vero?

Il pomeriggio andai un salto allo spaccio di dolciumi che c'è all'angolo di Bahnhofstrasse e 'qualcosastrasse' e presi cioccolatini assortiti per il mio amico.

Così, senza nessun motivo.

Alle volte le cose le facevo senza nessun motivo.

Adesso invece che la mia mente è piena di dolore e confusione, non riesco più a combinar nulla.
Solo continuo a farmi male.

E divento ogni giorno più sbadato, e crudele, e freddo.

Perchè è li che punto, no?

Ad essere indifferente, cinico, glaciale.

L'ho capito troppo bene: sbagliando s'impara.

3 comments:

  1. Uno cinico e glaciale non starebbe così, uno cinico e glaciale lo.é proprio perché é tetragono alle sofferenze...

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  2. Eppure io non ti percepisco cinico e glaciale. Sono d'accordo con Baol, un cinico non starebbe cosi'.

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  3. Vi voglio bene ragazzi :-)

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