Tuesday, 29 March 2011

Paura

Va bene, adesso per un po' cercherò di far finta di niente, di non pensare - non vedere - non ascoltare.

Non è facile, ma questo sarà il mio impegno.

A ciò giova che sono davvero molto preso sul lavoro - li le cose vanno piuttosto bene, anche se c'è una grossa incognita sul mio futuro, visto che a fine giugno finisco e non ho ancora trovato un'occupazione per dopo.

Però una cosa va detta.

Io posso pensare lietamente, agire come se niente fosse, darmi da fare per essere sereno.

Ma la verità è che il mio essere alla gente fa paura.
Ne ho avuto prove innumerevoli, e mai nessuna del contrario.

Se mettessi qui una foto di me mezzo nudo, nessuno dei miei dodici lettori resterebbe insensibile.

Nessuno.

Chi mi conosce, mia sorella, che non legge mai, un mio amico, che è più fedele, ne avrebbero strazio.

Chi qui ha imparato a chiamarmi per nome, chi mi vuole bene, non riuscirebbe a replicare.

A tutti, dentro, batterebbe più velocemente il cuore, e forse qualche lacrima righerebbe il viso di chi più mi ama.

Cosa mi costa farlo?

Nulla, se non una lieve forma di pudore e riservatezza (certamente nasconderei il viso).

Ne ho scattate alcune, e certamente del male si ha un'immagine che è minore del reale, visto che manca il dettaglio della tridimensionalità.

La soluzione per me è dimenticare le donne, perchè non ce ne sarà mai una che mi desidererà.

Mai per quanto possa salire in alto ogni campo del sapere, per quanto possa commuovere con le parole, per quanto sottile possa essere un mio ragionamento (e non sono che un mediocre in ognuno di questi campi).

Mi guardo dal di fuori e mi vedo ridicolo.

Io ho provato a far la corte a una donna?
Ma cosa diavolo avevo in testa?
Cosa nel cuore?

Voglio proprio ingannare una donna?
E portarla al dolore di una scelta per forza di cose atroce?

Fai come quand'eri bambino Gio.

Soffri e taci.
Soffri e taci.

Soffri e taci, come ti hanno insegnato a fare, come hai fatto sempre.

E come, dopotutto, al di fuori di queste pagine, fai ancora oggi.

Il silenzio sia nella tua testa, la morte nel cuore.

Soffri e taci amico mio.
Soffri e taci bastardo.
Soffri e taci povero sognatore.
Soffri e taci vituperato mendicante.
Soffri e taci anima smarrita e soave.
Soffri e taci invidioso edonista.
Soffri e taci muto desiderio.
Soffri e taci Gio.

4 comments:

  1. mmm...non ti conosco perchè ti seguo da tipo dieci minuti, ma trovo le tue frasi piene di una sofferenza che forse non ha motivo di esistere...perchè il tuo essere farebbe paura alla gente? da dove arriva questa convinzione? qualcuno te lo ha esplicitamente detto? e poi il tuo essere...come lo identifichi? con il tuo corpo? so che in questa società ormai non se ne può fare a meno, ma io non ne posso più!! Il tuo essere sarà bello più di qualche altro figaccione televisivo..o forse no...però sei tu che decidi cosa far vedere alla gente...mostra quello che sei..e pazienza se non piacerai a tutti...:-)

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  2. E' la malattia Strawberry, ed è come un ritornello sentito troppo volte: anche se non lo odi più, è sempre nella tua testa.

    Scusa per il benvenuto un po' brusco :-)9

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  3. Non devi mostrarti Gio. Devi "essere". Semplicemente essere...

    E' indiscutibile che un immagine cruda della realtà possa sorprendere chi non ti conosce di persona. Ma ci sono già molte persone che ti accompagnano nella vita di tutti i giorni: pensi che abbiano proprio SEMPRE il senso di disagio che dici tu?
    Una volta, due, forse tre... ma poi passa. Poi c'è la parola, i gesti, il sentimento che prevaricano sull'immagine. E' il tuo portare il corpo con naturalezza che fa la differenza. Più tu hai ritegno nel guardarti e più le persone scappano... è una legge fisica!

    Ti abbraccio, come sempre
    Joh

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  4. Gio, mai come questa volta mi sento di dissentire da quello che scrivi, e di certo non perché non capisco il tuo disagio che, per altri motivi, provo io stesso sulla mia pelle.
    Se non vuoi pubblicare tue foto, ci mancherebbe altro, non sei costretto e, come ho già detto più di una volta, ci si rifugia nel web per essere sé stessi confidando nell'anonimato che il blog ti garantisce, però in questo frangente stai molto sottovalutando chi, come tu dici, ti segue e ti vuole bene, a prescindere dal tuo aspetto fisico e dalla tua malattia. Per chi ti segue e ti vuole bene, appunto, tu "sei" e basta e la stima non diminuirà di certo per una malattia per la quale, anche se stenti a crederlo, anche se non conosco quale sia, qui ti siamo tutti vicini e solidali. Non smetterò mai di ripetertelo, perché so che lo sai, ma stare zitto e soffrire NON è la strada giusta, perché l'essere umano NON è fatto per stare solo e verrà di certo, che tu lo voglia o no, il momento in cui il tuo - umano e giusto - bisogno di "contatto" cerebrale ed emozionale con altri esseri umani, ti urlerà così forte da dentro che non potrai fare altro che assecondarlo. Ed è giusto così, perché al di là di tutto, tu hai il DIRITTO, come CHIUNQUE altro, ad una tua dimensione di "pace" ed il DOVERE verso te stesso di cercare di essere felice e di far capire a chi ti circonda, nel "reale" e nel "virtuale", che la loro compagnia in qualche modo ti aggrada. Il mondo non è (ancora) del tutto marcio, lo sto capendo giorno dopo giorno anch'io, nonostante le "difficoltà" che incontro giornalmente e che puoi ben immaginare.

    Giancarlo

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