Friday, 4 March 2011

La resa dei conti

In questo messaggio potrò sembrare presuntuoso.

Consideratelo però nella sua interezza: come si fa in aritmerica, operando un'addizione dietro l'altra, tirate la somma solo alla fine, e capirete che c'è ben poca presunzione nel totale.

Ho sofferto molto nella mia vita: ho rischiato di crepare per un'infezione batterica post operatoria, che ha danneggiato quel che di sano poteva esserci in me, che avevo nove anni, e il bisturi mi ha aperto quella volta, nell'88, e poi ancora nel 90, nel 92, nel 93, nel 97, nel 2000, nel 2001 e nel 2004.

Mi sono preso una laurea in fisica nonostante dei problemi di vista notevoli, e le sofferenze di un cuore malato curate da due interventi, uno subito prima e uno subito dopo l'università, e in spregio alla mia malattia me ne sono andato da casa, per vivere all'estero e lavorare in un ambiente di ricerca d'eccellenza dove non ci si risparmia.

Sono una persona educata, abbastanza colta, divertente, gentile, generosa, e per forza di cose coraggiosa, tenace, forte, e mi pare d'esser circondato da uomini di cartone, pupazzi d'argilla.

Riesco a commuovere e a far ridere a crepapelle, a volte nello stesso istante.

E ho il corpo deforme di uno scoliotico pelle ossa afflitto da un male congenito che mi è dentro ogni cellula.

Sono l'ultimo ... e io non posso farci nulla, chè studiare di più, aggiungere Schubert a Mozart, Mann alla Yourcenar, Spinoza a Socrate ... non muove di un secondo l'ago della bilancia.

Ultimo, surclassato da tutti, quasi sempre ignorato dalle mie amate visioni, nella migliore, che è forse la peggiore, delle circostanze, rispettato, benvoluto con distacco, illuso.

E sono altre le dita che ti carezzano, e non sono io a insegnarti qualche parola d'italiano.

E adesso?

Ora voglio il nero e il gelo nel mio cuore, lo giuro.

[al solito, parlo dell'ambiente che mi è capitato d'avere attorno ... è li che vivo, mica nella Dystopia, maledetto me].

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