Thursday, 24 March 2011

Giocare

Su quel forum al quale mi sono iscritto ... mi sto divertendo da matti!

Sono il solito Gio, quello cui voi siete abituati, e che ovviamente non puo' che sorprendere gli altri, ammorbati da vite, conoscenze monotone e incolori (le loro prima di conoscermi).

Una ragazza dice che la lascio senza parole, e che muore dalla voglia di conoscermi meglio?

E allora io rispondo che si, io lascio la gente senza parole, ma solo finchè non si rendono conto che oltre che parlare possono anche urlare.

Un'altra, ardita, mi saluta con un 'finalmente qualcuno di normale', e allora io le dico che si, nei bei vecchi tempi, noi ce ne stavamo chiusi nel serraglio di Montezuma, ma in verità non eravamo noi ad essere in gabbia, ma gli altri! E poi passo a dire che, peccato, è arrivata la democrazia, la convinzione che siamo tutti uguali, e adesso ce ne stiamo dispersi tra milioni. E allora noi siamo dei fuorilegge: quello che cerchiamo, o vogliamo violare sono le leggi della statistica.
Certo, perchè noi cerchiamo 'una su un milione' ben sapendo che 'un milione di persone' non le incontreremo mai.

Poi ci sono gli omaccioni gelosi perchè faccio il brillante con le fanciulle.

E allora mi provano a mettere in difficoltà chiedendomi un parere su una specifica corrente artistica inglese, e se non sia convinto io che l'umanità si è persa con il progresso.

E allora come rispondere?

Cos'è piu' umano?
Una vivisezione di Schiele, una deformità alla Picasso, o la perfetta proporzione di Raffaello?

L'umanità s'avvicina all'arte soprattutto quando è nuda, fragile, violentata e effimera.

3 comments:

  1. non sono d'accordo. L'arte non è solo restare affascinati dal "tragico e fragile", ma significa anche restare a bocca aperta davanti ad un'opera come Amore e Psiche o perfino davanti ad un budda di acciaio di Zhang Huan (contemporaneo)
    http://www.milleorienti.com/2010/08/13/i-buddha-di-cenere-di-zhang-huan-spiritualita-e-modernita-di-un-artista-cinese/
    per nulla fragili e per nulla violenti.. ma sono esempi come tanti altri.

    Oppure per "nuda e fragile" intendevi forse l'umanità?

    Joh

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  2. Cara Joh, questo discorso è molto interessante, e va ben oltre l'intendimento ludico del mio intervento.

    Io penso che per creare l'arte e per apprezzarla, la nudità e la fragilità debbano risiedere, o aver almeno transitato, nell'artista, nell'amante dell'arte.

    E se non è una necessità, è qualcosa di simile a dover esistere, ed è comunque una stortura.

    Ma in quest'ambito fare asserzioni generali è impossibile.

    Perchè nell'arte c'è Mozart come Glenn Gould, Michelangelo e Schiele, Leopardi e Catullo.

    Ma vedi Joh ... e proprio questo che a me piace.

    Parlarne.
    :-)

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  3. Si gli opposti nell'arte fanno si che il suo contenuto arrivi a noi in modi differenti, modi di "sentire" differenti. Spesso attraverso le opere ci si rispecchia, ci si immagina e es essa finisce per diventare, nel nostro immaginario, parte di noi, se non addirittura noi stessi. La musica ci entra dentro, la scultura ci assorbe nelle sue venature, il quadro ci parla e ci porta lontano.
    Sia che ci trasporti nella sofferenza o nella fragilità, oppure nella forza e nella passione del colore.
    Il nostro vissuto ci rimanda ad una forma d'arte o all'altra... inconsapevolmente, ma profondamente.

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