Monday, 21 March 2011

Dominante o sottomesso?

Qualche tempo fa una mia amica che mi conosce come forse nessun altro, e che ha una capacità straordinaria di vedere dentro le persone, con tutte le cautele del caso mi ha detto che, secondo lei, io ho una personalità parzialmente dominante.

Le cautele, in questo caso, riguardavano la connotazione negativa che di solito si da a questo termine, che lascia troppo spesso correre la fantasia in direzione di coercizione, violenza psicologica, vessazione.

Per fortuna, per motivi che non sto neppure a cercare di spiegarvi, io non ho mai avuto quest'idea, e quindi mi sono preso questo aggettivo in senso di semplice attributo, senza volervi associare nè una qualità nè un difetto.

Ho iniziato quindi senza pregiudizio a meditare attorno questo concetto.

Di sicuro sono l'essere piu' lontano alla sottomissione che esista su questo pianeta.

Se si escludo un breve periodo, tra i dieci e i tredicini anni, ai tempi ero un ragazzino fisicamente fragile e psicologicamente non ancora pronto, non ho mai avuto un'attitudine alla cieca obbedienza o al muto consenso.

Sono sempre stato una persona molto educata, ma una cosa è lasciare un po' di spazio alle esigenze altrui, altra è piegare il capo a ogni prepotenza.

La temibile professoressa di storia e filosofia del terzo anno oso' criticare un mio componimento sul disfacimento dell'impero romano ed ebbe l'ardire di deridere il mio eloquio: e allora quel giorno la sfidai, facendomi interrogare, e obbligandola a mettermi un bel 7 e mezzo in pagella.

Non temere: anche a me fa ridere una cosa simile oggi, ma per quella classe di liceali ancora timidi e insicuri, lei era davvero perfidia!

E ancora di piu' sorrido se penso che quella volta la professoressa, confusa dalla mia irruenza, fini' per scambiare il mio voto con quello del mio compagno di interrogazione, e che solo un'ulteriore dimostranza convinse piu' tardi a risistemare la cosa sul registro.

Lo stesso Gio che qui non lesina di parlare dei propri problemi fisici, si mise a fare un agguato a dei poveri coglioni che l'avrebbero potuto massacrare di botte, e per difendere il proprio fratello dagli insulti di un povero disperato, si prese un paio di colpi di Karate in pieno sterno (storia egualmente tragica e triste che non raccontero').

Potrei andare avanti, e ricordare di come un baronetto dell'università mi fece terra bruciata attorno per 'lesa maestà' ... e di come in generale, sia l'indifferenza spesso a tenermi lontano dall'arena, dal far valere i miei diritti.

Un giorno forse parlero' di donde mi sia venuta tutta questa insensata, indisciplinata attitudine, e sono sicuro che pochi di voi si meraviglierebbero della sua origine.

Visto che qui non voglio nascondere nulla di me, ed è egualmente indifferenza nei confronti del lettore generico, confidenza in quelli che conosco e desiderio di sapere di me piu' di quanto non mi sia chiaro ora a condizionare questa mia scelta, stabilito che non sono un sottomesso, cerco di riconoscere in me, con il ragionamento, alcuni caratteri dominanti (magari questa volta non autosomici ...).

La centralità del mio pensiero riconduce al mondo animale, dal quale in effetti noi non siamo separati.

Spesso si trattano i temi della dominanza e della sottomissione riferendosi al branco di lupi.
In quel senso si parla quindi di coppia alfa, membri beta e cosi via.

Se vogliamo affrontare il tutto da un punto di vista del confronto fisico, è ovvio che io potrei avere l'alfa nella testa, ma il mio corpo evidentemente mi proietta a un'esistenza da omega, da ultima ruota del carro, da mascotte piu' che parte effettiva del branco.

Ma l'alfa, la figura dominante, non riguarda la forza, ma il comando, come sottomesso non riguarda debolezza ma incapacità di decisione.

Se è pur vero che decisioni molto importanti altri l'hanno prese per me, ad esempio quelle circa la mia salute sono quasi sempre state materia dei miei medici, è pur vero che in questioni per cosi dire non tecniche raramente ho seguito acriticamente il consiglio altrui.

La lucidità è una qualità necessaria non meno della prestanza, ed è responsabilità, onere e non semplice onore quello che discende dall'essere il primo.

Una certa perspicacia non riesco proprio a negarmela: e piu' di una volta mi è stato chiesto aiuto, sono stato chiamato per dispensare consiglio, per situazioni nelle quali non avevo competenza, in altre per le quali viceversa era scontato cercare in me aiuto.

E so bene che alle volte il mio talento, la mia sensibilità è stata usata da chi, vicino a me, semplicemente, voleva sentirsi una dea (oh, ne sono capace, e quanto costi poi tornare tra i mortali non è affar mio).

Se credi che il mio pudore a scrivere di questo sia legato alla 'dominanza' sbagli.

Quello che mi manca per essere anche solo virtualmente 'alfa' è l'interesse nel branco.

Io sono e resto un solitario, annoiato da quasi tutti, e troppo sofferente per non aver bisogno dei miei rifugi nascosti.

E di cosa davvero cerchi in una donna, di come vivrei il mio rapporto con lei, non ho davvero idea.

Mi riempo gli occhi di tutte le belle femmine che vedo intorno a me, e le considero pero' tutte per quelle che sono: dei corpi graziosi, seme di un desiderio ancestrale e terribile.

Insomma, degli oggetti, e forse questo mi tiene lontano da loro, il non riuscire a passare dall'idea dell'oggetto al suo pratico utilizzo, chè un briciolo di anima devo averla ancora.

Di donne, viceversa, io ne ho conosciute troppe poche.

Tutte, poi, lontane.

Tutte, e l'unica che mi interessa.

Tu.

E se c'è una cosa che ho imparato è che comunque, in natura, alfa va con alfa, beta con beta.

E se c'è una cosa che ho imparato dall'esperienza, è che quella strana cosa che sono io, va con quella cosa strana che sei tu.

(Tu non esiste, lo so).

6 comments:

  1. Oppure quel tu esiste e ti sta aspettando...

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  2. ... per riempirmi di botte :D
    Un po' me ne merito ;-)
    Ciao!

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  3. Come si può negare la bellezza?
    Scusa, temo che uscirò dal tema, ma come al solito stuzzichi il mio cervellino bacato e mi rimandi a nuove riflessioni :D ripensavo (non so attraverso quale link mentale) alle donne che si arrabbiano a morte se il loro uomo guarda un'altra donna, anche al solo scopo contemplativo, come dinanzi ad una bella statua di cui goderne della semplice vista. Fin ora non mi è mai capitato che il lui della situazione camminando per strada indugiasse su due gambe di passaggio, mi è sempre capitato che gli occhi di lui fossero solo sulle mie di gambe (De gustibus) ma il giorno che capiterà, lo so, non me la prenderò affatto, perché lo trovo normale... Sono un'esteta e la bellezza non si nega a nessuno, non trovi? :D
    Ciao

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  4. Gio, io capisco pienamente il tuo punto di vista: anch'io sono drogato della mia solitudine, ma non posso fare a meno di pensare che, nonostante il livello medio sia quello che sia, non siamo tutti uguali e qualche mela non marcia ci dovrà pur essere senz'altro, ma questo di sicuro già lo sai. O, comunque, senza voler parlare per forza di "livelli", una persona affine al nostro pensiero e di vedere le cose.

    Quanto all'alfa e all'omega, come diceva il caro Newton, è la SOMMA delle forze che è uguale alla massa per la accelerazione del corpo, sicché non ci sono ruoli più o meno importanti per far girare "il sistema": ognuno contribuisce a modo suo e chi sta dietro le quinte, spesso, è quello che più si dà da fare e non quello che si espone alle folle.

    Ps: se io fossi stato almeno un po' te quando ero più ragazzino, la mia vita oggi sarebbe radicalmente diversa (in meglio), ma ora come ora non posso far altro che migliorare (per quello che mi è possibile) il presente ed il futuro, rimuginare sul passato non servirebbe ad altro che accumulare rancore e non mi pare francamente il caso.

    Giancarlo

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  5. Le guarderete assieme :-)
    Questo ti avvicina alla donna definitiva ;-)

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  6. Si puo' imparare e cambiare in ogni istante Giancarlo!

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