Friday, 11 March 2011

Cosa significa essere diversi

No, per una volta non mi lagnero' della mia diversità morfologica.

D'altra parte questo blog sta somigliando troppo, ultimamente, a una valle di lacrime, a un piagnisteo incessante.

La cosa sorprendente, e alla quale non m'aspetto voi crediate, è che in 'realtà' io non mi lamento praticamente mai: non lo facevo da bimbo, quando era sufficiente la promessa del babbo per far intravedere un futuro migliore, e tenere quindi duro ancora un po', nè lo faccio da adulto, ora che semplicemente m'infastidisce l'idea della debolezza associata alle lacrime.

La vera diversità io l'ho in testa.

Ne ho innumerevoli prove.

Sul lavoro capita non raramente che i miei colleghi mi interpellino quando un problema fisico-matematico li affligge.
Badate bene che nessuno di questi è un imbranato, e che tutti invece hanno una certa dimestichezza con la materia, sicuramente non inferiore alla mia.
Quello che cercano nel dialogo con me non è la conoscenza, ma un ragionamento differente, e me lo dicono esplicitamente.
Funziona in modo assai semplice: mentre mi espongono il loro dubbio, li interrogo, per capire io stesso l'oggetto del loro pensiero.
Ed è applicando il mio metodo d'apprendimento che li porto a considerare il tutto da un punto di vista diverso, il mio, e a far capire loro, senza alcun merito di fatto, come risolvere il problema.

Se l'intelligenza è un numero complesso, qui abbiamo tutti bene o male la stessa lunghezza: ma loro sono reali, e io a loro perpendicolare, immaginario e pure irrazionale quanto basta.

Ovviamente anche sul lavoro questa diversità puo' dare luogo a inconvenienti, e chissà che un giorno non racconti di quella volta che un tacchino si prese la briga di farmi terra bruciata attorno per lesa maestà.

Riuscendovi benissimo, e obbligandomi, oh provvida sventura, ad abbandonare il bel paese.

Il problema è che questa difformità non si limita alla fisica, ma s'estende a tutto.

Io sono come un daltonico che non sa distinguere rosso da verde ed è intrappolato in una metropoli affollata: a ogni semaforo rischio di essere falciato da un tir carico di pirahna, o di tirar sotto vecchiette imbottite di tritolo.

6 comments:

  1. Bellissima la metafora matematica! :P

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  2. Una sola parola per descriverti alla perfezione: DE-FI-NI-TI-VA :D

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  3. Se sei circondato da gente che cerca in te un "ragionamento differente" sei fortunato, è un fatto raro , sul blog e fuori. In genere la diversità si vive in modo molto più intimo perchè portata all'esterno è ingestibile.
    Non ho capito il tuo accenno iniziale alla diversità morfologica.

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  4. Ciao Enzo.

    Mi riferisco alla malattia, che ha reso parzialmente deforme il mio corpo.
    A presto

    Gio

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  5. Io sono una che ama i colori e percepisce ogni sfumatura e ogni cosa correlata! Sarebbe carino chiacchierare insieme :) sarebbe una lotta tra colori vividi mentali e visioni proprie di colori vaghi (io mi sono capita :P)

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