Saturday, 26 February 2011

Sognare un pastore Malinois


Don Giovanni nell'aria, e allora ti immagini di sognare femmine a tonnellate ...
E invece no.

Ho sognato un pastore Malinois di nome Iago.

Sono a Roma, una città che, in verità, ho visitato solo distrattamente.

Non ricordo il momento della mia presenza: pure nel sogno comunque io vivo lontano, oltre le alpi, e la mia presenza in quei luoghi dopotutto sconosciuti un po' mi inquieta.

Mentre cammino per un anonimo viale, un'amica, Daria, mi raggiunge, ansimante, tenendo al guinzaglio un pastore Malinois.

Allarmata mi dice che è Iago, la cagna di Francesco, un mio collega di lavoro.

'Ma è impossibile', ribatto io, 'Massimo e Iago (nome maschile cane femmina, lo so) vivono a Monaco!'.

Eppure guardando quel cane piano piano perfino io mi convinco che forse davvero sia Iago, tornata nella sua Roma, dove Francesco viveva prima di partire con lei alla volta della Germania.

Si!

Adesso sono convinto: lei è proprio Iago, e cominciamo allora a giocare assieme, come facciamo ogni volta che ci incontriamo su, nella nostra amata città bavarese.

I due guinzagli che tengono legata Iago, cane vivace, sono solo dei lacci un po' logori, e il collare sarebbe più adatto a un cagnolino che non a un pastore.

La mia amica, stanca, mi chiede di prendermi cura di Iago, e io ovviamente accetto.

Insisto però perchè lei chiami i genitori di Francesco, perchè si mettano in contatto con lui, e gli dicano di non disperare se non trova più in casa o in giardino la sua Iago, perchè lei è al sicuro, a Roma!

Mentre così parliamo, un cagnetto dal pelo grigio a chiazze nere, s'avvicina baldanzoso a Iago, intenzionato a sfogare su di lei i suoi istintii.
Lei, tuttavia, non è desiderosa di concedersi al Don Giovanni, e ne viene fuori un gran macello, con io che inciampo i quei guinzagli e che mi becco pure una bella morsicata sul braccio destro da parte dell'aspirante amatore.

Dopo un primo moto di stizza, e propositi assassini nei confronti del piccolo, torno comprensivo, e lascio andare il Casanova, rassegnato al due di picche, augurandogli più fortuna la prossima volta.

Daria è finalmente riuscita a contattare la madre di Francesco, che ci raggiunge ed esterefatta conferma: quella è proprio Iago!

Immediatamente chiama Francesco che è prima stupito, poi allarmato, quando non trova Iago dove s'attendeva di trovarla, e infine ebbro di gioia quando davvero, chiedendo conferma di un particolare anatomico di Iago, si convince che effettivamente quello è il suo cane.

La madre di Francesco ci chiede di portare Iago a casa, e io mi incammino.

Durante il nostro passeggiare per le strade di Roma, un paio di volte rischio di perdere Iago, quei maledetti guinzagli, quel collare sono davvero indecenti, ma ogni volta Iago resta calma, e mi lascia il tempo di imbrigiarla di nuovo nonostante quando poi sia a guinzaglio sia sempre molto vivace.

Arriviamo davanti a un'immenso edificio pubblico, sede della Rai.

Dai primi piani di quell'immensa costruzione, un numero di manifestanti protesta contro il governo.
In cuor mio penso che io sono il primo ad avversare questo ridicolo primo ministro, e che però sia davvero facile eccedere, manifestare e non lavorare, quando si vive nel centro del mondo.
E si può perfino sbagliare in modo grossolano: i manifestanti infatti se la prendono con un gruppo di persone che avanzano da un vicina stazione del metro', senza rendersi conto, in un primo momento, che esse pure sono della loro stessa opinione.

Con Iago al mio fianco raggiungiamo casa, e scendiamo in garage, dove la madre di Francesco ci ha detto di attendere.

D'improvviso mi accorgo che è estate: fa caldissimo e sono affamato e assetato.
E in cuor mio mi domando quanto lo possa essere anche Iago.
Cerco in ogni cassetto, in ogni armadio del cibo, ma trovo solo snacks, biscotti o crackers.
Gli occhi di Iago mi stanno implorando, e allora le do qualche cracker, dopo essermi assicurato che non siano troppo salati.
Mentre Iago così si rifocilla un po', io cerco dell'acqua, perchè quella è la vera emergenza.

Trovo un rubinetto, ma è a secco.

Nel frattempo sopraggiunge anche Francesco.

In un primo momento mi ringrazia, ma quando si rende conto che Iago non si muove, e crede sia morta, mi riempe di insulti e minacce.
Cerco di spiegare le mie ragioni, ma lui non mi ascolta.

Torno al lavandino, e finalmente funziona.
Inumidisco un panno con dell'acqua tiepida, e li altri insulti, e il consiglio di usarne di gelida, e con quello inumidisco le labbra di Iago, il suo tartufo ... e come per miracolo, torna in vita.

Il sogno non finisce qui.

C'era un frammento che vedeva protagonisti dei bambini violenti, che volevano far del male a Iago: questa parte però l'ho dimenticata e non riesco neppure a ricostruirla sommariamente.

In una seconda parte, Daria ci raggiunge.

Mi ignora completamente, ha un atteggiamento freddo e quasi ostile, mentre è molto amichevole con Francesco.

Gli racconta di un suo viaggio ormai imminente, per lavoro, a Madrid, dove io pure sono stato un paio d'anni prima, e si meraviglia, inacidita, che io, cui non ha rivolto parola direttamente, non le dia consigli di sorta.

8 comments:

  1. E poi dicono a me che mangio pesante prima di andare a dormire...

    ReplyDelete
  2. In effetti ho mangiato un Kebab alle due di notte ieri ;-)

    ReplyDelete
  3. Ciao Gio, anch'io sono felice che tu mi abbia riscovata!
    Un abbraccio!
    Dony

    ReplyDelete
  4. Anche io assisto un cane di nome Jago, ma è un maschietto! ;) Visto Gio? Ti manca un cane, che ti dice sempre Maraptica? :)))

    ReplyDelete
  5. Stando a quel che ho sognato stanotte direi che mi manca anche altro ;-)
    [sogno che racconterò ora].

    ReplyDelete
  6. Il kebab alle due di notte?? Quando ce lo pigliamo insieme???

    ReplyDelete
  7. Colega, per i prossimi due mesi saro' uno zombie.
    Poi, se tutto va bene, vedrai che avremo occasione ;-)

    ReplyDelete