Saturday, 12 February 2011

Miriam

Miriam è una bella donna di Monaco, di qualche anno piu' grande di me.

E' stata mia insegnante di tedesco, e anche se ormai sono passati quasi quattro anni da quel corso, ogni tanto la penso ancora.

Ovviamente mi piaceva.

Alta, capelli corti, castani, occhiali, un bel corpo ... ormai la sua immagine, come si capisce da questa mia scarna descrizione, è sfuggita dalla mia memoria, dove pero' è ancora il suono delle sue risate, ed ero ovviamente io a farla ridere durante le lezioni, e la sua bellezza complessiva.

Mentre scrivo sono in ufficio: sto mettendo a posto le mie carte, e mi è capitato tra le mani quel compitino a sorpresa che alla penultima lezione la nostra Miriam ci assegno'.

Uno degli esercizi richideva di scrivere una cartolina.

La mia dice piu' o meno cosi'.

'Ciao Uwe, sono Giovanni!
Ti scrivo da Monaco.
Come si dice in tedesco 'Io amo questa città?'.
Lo voglio sapere perchè desidero gridarlo al mondo intero!
Monaco è una città bellissima, e le ragazze di questo borgo sono simpatiche e non vorresti lasciarle mai.
Il tempo è bello.
Domani saro' a Koln.

Ciao!'.

Gli esercizi, in totale, erano 3.

Uno di grammatica: punteggio massimo 39, io ottenni 25.
Uno di lettura: punteggio massimo 11, io ottenni 11.
Uno, quello della cartolina, di scrittura: punteggio massimo 10 ...

Io ottenni 11.

Eri bella Miriam ... e ho voluto dirtelo.

Di tedesco io conoscevo proprio solo due parole in croce: le ho usate tutte, forzando un po' il senso di alcune, stropicciando verbi, abusando di aggettivi, sbaragliando regole grammaticali e buon senso ... per dirtelo.

3 comments:

  1. Manco l'insegnante c'hai lasciato! Tremendo! ;)
    p.s. Miriam per me è un ricordo lontano e doloroso, sfocato ma sempre vivo e ricco di momenti passati a mangiare le liquirizie su di un materasso abbandonato in un parcheggio di paese.

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  2. La mia amichetta di banco al primo giorno delle elementari.
    La mia fedele compagna di pianti infantili, scambi di fogli sottobanco.
    Con lei ho condiviso note e richiami, pioggia, sole, panchine scrostate ai giardini pubblici, passeggiate senza meta.
    E poi il nostro parcheggio recintato, quel materasso con le molle di fuori e noi a contare le lire per farci uscire più liquirizie ripiene sfuse possibili.
    "A te quelle rosa Mì, a me quelle gialle!"
    Proprio come piaceva a noi.
    E poi se n'è andata, troppo presto. Ma davvero troppo presto.
    Ciao Gio

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