Saturday, 19 February 2011

Ingordigia e fame

Non voglio appesantire questa mia breve nota con dettagli che, gli interessati, potranno trovare facilmente su una qualsiasi enciclopedia.

Ingordigia e fame ...

M'è venuto in mente, quello che mi appresto a scrivere, mettendo assieme alcune notizie di cronaca degli ultimi tempi
Da una parte abbiamo i privilegiati, una carovana di politici, uomini dello spettacolo, soubrette, alti funzionari, tanto ingordi da non farsi bastare i benefici che la carica, o la natura, ha donato loro, ma anzi capaci di perfino commettere reati odiosi, corruzione, concussione, o attuare comportamenti come minimo discutibili, pur di ingurgitare di più.

Dall'altra parte ci sono i milioni di qualunque: tanto distanti dai primi da non riuscire a capire che davvero si è parte dello stesso universo, e che gli stessi diritti dovrebbero essere condivisi, e gli stessi doveri tenuti in giusta considerazione.

Così, mentre uno studente di dottorato, un operaio, un onesto commerciante, un libero professionista vedono il proprio lavoro, frutto di talento e fatica, ripagato con poche centinaia di euro al mese, nel palazzo dei privilegiati, dove entrano mediocri, ambiziosi e parenti, gli stipendi sfiorano i diecimila, e alla prebende s'aggiugnono favori, scorciatoie, riguardi.

Sono tornato alla Rivoluzione Francese, al clima che precedette quegli anni in cui si mandò al macero un mondo ingiusto e crudele, al periodo in cui per la prima volta parole come uguaglianza, libertà, fraternità acquisirono un significato vero, uscendo dai vocabolari per dilagare nelle strade e nelle campagne francesi.

Una situazione finanziaria di estrema crisi, un debito pubblico alle stelle, entrate tributarie insufficienti, spinsero l'inetto Luigi XVI ad abbozzare una stagione di riforme, soprattutto in campo di prelievo delle imposte.

La sua intenzione di introdurre un'imposta generale sulla proprietà fondiaria, tuttavia, provocò la forte reazione di clero e nobiltà, che non volevano rinunciare ai propri privilegi in materia fiscale.

La successiva imposizione al parlamento della volontà del Re scatenò una immediata sollevazione di nobiltà, clero e parlamenti, che l'obbligarono, di fatto, a convocare gli Stati Generali, un'antica istituzione cui spettava il compito di approvare riforme sostanziali all'ordinamento giuridico del regno.

E di li, tutto iniziò: il terzo stato, le sue mille anime, proprio in virtù della convocazione degli stati generali voluta soprattutto da clero e nobiltà, trovò forza, coscienza di sè ... e nel giro di pochi anni la ghigliottina avrebbe fatto il lavoro sporco, quello che l'ingordigia di alcuni non aveva messo in conto, e quello che la fame di molti consigliò.

Certo: ci furono crimini orribili.

Ma sapete com'è ...

Quando si ha fame, non si è nelle condizioni migliori per ragionare.
Fortunatamente però, perfino quando si è satolli, pieni fino a scoppiare, inebriati dal potere, si diventa talmente idioti da non capire quando la misura si stia colmando ...

La corda che si spezzò quel giorno, fu tirata da nobiltà e clero.

4 comments:

  1. Ingordigia e fame. Come ti capisco.

    :D

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  2. Beh, ora c'hanno Sarkozy, non è che sia servito a molto mi sa...

    :(

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  3. Il problema e' che allora era difficile trovare qualcuno tra il popolino che giustificasse i grassi regnanti, al contrario di quello che sta succedendo nei notri tempi... :(

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  4. Ancora un pizzico di fame serve ;-)
    Ciao :-)

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