Tuesday, 22 February 2011

Inettitudine

Non ho mai imparato a vivere.

Quando ero un ragazzino, nell'età critica in cui la malattia s'impossesso' del mio destino, e le umiliazioni, quotidiane, avevano il nome squallido della deformità del mio corpo piu' che della malattia che quasi mi uccise, capitava che il mio babbo mi prendesse da parte e mi dicesse 'Gio, verrà un giorno in cui ti renderai conto della fortuna di avere la tua testa'.

Era un argomento taboo, per me, quello del mio apparire, e non me ne lamentavo mai.

Per un genitore, tuttavia, era logico immaginarsi quali patimenti questo esser sgusciato fuori dalla normalità, e non passandovi sopra ma scivolandovi sotto, mi potesse arrecare, e quindi il mio babbo pensava cosi, di consolarmi.

'La mia testa' ...

Oh, ho avuto troppe occasioni per rendermi conto dei miei limiti: ogni tanto quindi mi chiedo ad esempio come sarei oggi se non fossi stato in coma, da bimbo, e non avessi messo in una situazione di sofferenza il mio encefalo.

E mi domando allora ... se fossi piu' perspicace, ne gioverebbe la mia esistenza?

Certo: sul lavoro potrebbe aiutare un po' piu' di materia grigia, e avrei potuto studiare con profitto la musica, e aver indagato piu' in profondità quelle discipline, la filosofia, la matematica, la fisica, la cui conoscenza e familiarità costituiscono quel briciolo di amor proprio che mi sostiene.

Ma se egualmente fosse accresciuta la mia empatia, se nella stessa maniera fosse aumentata la mia sensibilità ...

Mettiamola alla prova, questa intelligenza.

Garantiscimi una vita serena, se ci riesci.

La tua tattica, l'indifferenza forzata non mitigata che da pochi contatti, il cibare la mia anima di libri e sogni e non di esperienze umane, ha forse funzionato per brevi periodi, quelli che ho trascorso lontano dai sorrisi e dagli abbracci che sognavo, e ha ceduto per ogni sorriso, ogni abbraccio reale ed inesistente.

(il lavoro chiama, tornero').

12 comments:

  1. La felicità non esiste Gio, desiderarla potrebbe creare altri malanni..
    Si dovrebbe, forse, attraversare la vita tenendo sempre per mano la serenità...per superare i limiti che tutti abbiamo!
    Baci

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  2. E tu hai davvero una "mente superiore", tuo padre non si sbagliava, in quanto al resto... oh se potessimo avere per noi la totalità dei sentimenti di cui necessitiamo...

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  3. , ci sono persone che guardano e persone che vedono.
    La felicità esiste, basta vederla. E' molto veloce, ci vuole colpo d'occhio.
    Non può vederla chi crede sia durevole....non potrebbe mai esserlo, tutto ciò che è a lunga durata o ricorrente viene a noia ....-)

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  4. Molto saggia Khiara :-)

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  5. No mia cara, non è cosi per nulla.
    Per fortuna, o no?
    Boh!

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  6. Io decisamente sono uno che si annoia in fretta ;-)

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  7. Da ragazzo spiare i ragazzi giocare
    al ritmo balordo del tuo cuore malato
    e ti viene la voglia di uscire e provare
    che cosa ti manca per correre al prato,
    e ti tieni la voglia, e rimani a pensare
    come diavolo fanno a riprendere fiato.

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  8. Touchè caro mio.

    Ed è tutto un cumulo di ricordi che risveglia in me questo De Andrè d'annata :-)

    A presto!

    Gio

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  9. Khiara: come sarebbe che la felicita' non esiste? Esiste eccome! Ma esiste anche la noia che, come nebbia fitta, impalbabile, avvolge tutto molto infretta.
    Non ci sono compromessi da accettare, la rassegnazione forse dona una lunga vita tranquilla, c'e' chi preferisce una lunga vita da sobrio, in uno spazio piatto, color pastello.
    Ma come si ravvivano i colori, quando il vino ti scorre nelle vene? Non e' forse per questi attimi, in questi attimi che tutti noi guadagniamo la spinta necessaria per balzare in avanti?

    E allora, che gusto ha bere acqua?

    Neelps :-)

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  10. Gio, forse è vero che non hai mai imparato a vivere nella vita reale.
    Però mi sembra che in quella virtuale tu te la cavi mica male...

    ;))))
    Jacqueline/Artemide

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  11. Neelps, io concordo con te

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  12. Jacq, non è questo crudele?

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