Wednesday, 16 February 2011

In barca

Sto lavorando talmente tanto da non avere per me neppure i pochi minuti che, di solito, riuscivo a racimolare tra gli impegni del giorno per scrivere.

E allora deve capitare un tempo morto, un collega con il quale vuoi parlare occupato in altre faccende, un momentaneo black out del cluster, perchè mi possa concedere, senza sensi di colpa, il piacere di una rapida scrittura.

Io amo, m'è necessario il momento della riflessione.

Penso ai volti di quelli che conosco, alle voci di chi ha voluto condividere con me una chiacchierata, uno spuntino veloce, un'attesa in una coda che avrei voluto infinita mentre le mie dita battono sulla tastiera.

Ci sono bandierine colorate che per me ormai non sono piu' semplici figure geometriche, nomi di città che hanno ora sono quelli di alcune persone.

E c'è un nome che non è piu' solo il concaternarsi di lettere, a,b,c ... ma ... è il tuo.

Ecco.

Volevo scrivere del mio sogno, di quell'assurdo incidente in barca, sulle acque scure e agitate del mio lago ...
Ma non c'è tempo ora.
Forse lo faro' stanotte, o forse mai piu'.

Ma è andata bene, anzi, ottimamente cosi.

Ti ho pensato una volta di piu': sono tornato a vedere come il tuo incontro mi abbia costretto a ridefinire una parola per me già sacra, amicizia, che per me è ora piu' estesa e profonda.

Oh, meriti ben piu' che queste poche righe buttate giu' di fretta, senza rileggere, in un pomeriggio uggioso e freddo.
Ne sono ben cosciente!
E allora vuol dire che un giorno ricomincero' da capo.
E se mi sembrerà ancora una volta insoddisfacente, ne sono certo, significherà quello che io sospetto da sempre: tu sei perfetta.

6 comments:

  1. Una cosa e' certa: e' bello conoscere di persona persone alle quali ci si era affezionati quando erano solo un nick... Volti che escono da dietro alla tastiera, dove si erano nascosti, per diventare parole e gesti. :)

    Un ciao da una bandierina colorata!

    ReplyDelete
  2. E con un numero di erroracci osceni collega :D

    ReplyDelete
  3. Io sono sempre piu' convinto che quel sospetto sia fondatissimo.

    E quei colori non sono piu' qualsiasi, perchè sono i tuoi: è tua un'intera nazione, e la piu' bella città del mondo è un pretesto per passeggiare, e sentire la tua voce.

    E il viaggio di ritorno non è una replica di quello d'andata, perchè ci sei stata tu tra l'uno e l'altro, e c'è un prima e un dopo :-)

    A presto amica mia!

    Gio

    ReplyDelete
  4. Io sono muto come un pesce, sEppialo!

    ReplyDelete
  5. La vecchia sana complicità di cartello tra colleghi ;-)

    ReplyDelete