Thursday, 17 February 2011

I tempi

Un'imposta levataccia mattutina ha per me la violenza devastatrice di un tornado.

Tempi duri.

Oh, i tempi sono sempre duri.

Quelli verbali, ad esempio.

Lo è il passato, il presente, il futuro.

Ma quelli più insidiosi sono quelli che compongono il periodo ipotetico: il congiuntivo della protasi, il condizionale dell'apodosi, e non semplicemente perchè ti mettono di fronte a un'eventualità sfumata, a un contrasto tra reale e possibile.

'Se non avessi detto ... sarei ...'
'Se non avessi fatto ... saremmo ...'
'Se non fossi stato ... avresti ...'

No, non è tutto qui.

Il vero problema del congiuntivo è che non sai mai chi sia davvero il soggetto in quella maledetta premessa.

Io?
Tu?

Per sicurezza, mi sono levato dai giochi.

3 comments:

  1. Le parole non bastano e fanno male ed a volte i silenzi e le cose che non si dicono e quelle che si dicono quelle che non arrivano e quelle che arrivano ma non sono come sono partite e tutte le parole annesse e connesse e pure il dolore del silenzio...

    e vaffanculo Joyce

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  2. Sparire è la soluzione caro mio.
    Oh, dolce parola.
    SPARIRE
    (niente folli piani di suicidio in mente, sia chiaro ;-) ).

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  3. Certo, sparire, e chi rimane? Chi rimane senza che noi sappiamo che fine abbiamo fatto? Ti sembra giusto?

    però, sparire...dici? E va bene, SPARIAMO, le porti tu le armi?

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