Monday, 28 February 2011

I miei esami universitari: Analisi I, seconda parte

Tenevo molto a ben figurare in quell'esame, e non solo perchè era il primo del mio percorso all'Università.

Tolgo subito ogni sospetto in merito: come studente sono stato tutt'altro che brillante, ma restando sempre, o quasi, al di sopra della decenza.

In quel caso specifico il professore era una persona dotata di un certo fascino: ci prendeva amichevolmente in giro, durante le lezioni, con qualche battuta sulle risposte assurde di alcuni studenti agli esami, o raccontando aneddoti che ripescavano piu' indietro nel tempo, quando lui stesso era uno di molti, e un altro era alla lavagna.

Era comunque molto gentile, e se capitava di incrociarsi in strada era lui a salutarmi, tanto piu' che io, anche volendo, non l'avrei mai e poi mai riconosciuto data la mia leggendaria vista da falco.

Questi ricordi non devono perdersi, perchè sono loro a tenere assieme quel tessuto logoro che è la mia esistenza.

Me ne vengono in mente centomila.

Una volta uno dei miei piu' cari amici, vedendo mia sorella avvicinarsi, a quei tempi di tanto in tanto veniva a prendermi all'università per evitare che mi perdessi nei 400 metri che mi separavano da casa, me la indico' dicendo 'quella ragazza biondastra è tua sorella, vero?'.

Scherzosamente lo rimbrottai: 'Biondastra? Ma che dici, mia sorella è biondissima' ... perchè io non mi trattengo sui superlativi, e in effetti a quei tempi lei se li meritava davvero!

Uno dei ragazzi piu' brillanti del corso ci sorprese tutti, mentre aspettavamo che aprisse l'aula, snocciolandoci come fosse l'alfabeto un teorema che purtroppo non ricordo, e che riguardava forse gli insiemi compatti, o una qualche equivalenza di un certo genere.

(era forse sul criterio di convergenza di Cauchy e la completezza degli spazi metrici?).

Tra tutte le persone che ho conosciuto in vita mia, lui, che chiamero' Sergio, è forse quella che piu' mi rammarico di non aver conosciuto davvero, pur avendo avuto ben 3 anni di tempo per farlo.

Mentre così scrivo, andando a frugare in questo album fotografico, mi interrogo circa quale sia il ruolo della parola scritta, nell'esistenza semplice di un uomo qualsiasi.

Socrate ha ragione a svilire lo scritto teorico: a paragone con la vitalità di una discussione vibrante, ogni iscrizione è muta, spesso irragionevolmente autorevole, come l'ipse dixit ha dimostrato nella storia dell'uomo.

Ma quando si tratta di sentimenti, o semplici frammenti di vita, lo scritto non meno della parola ha in sè il potere di veicolare intatto quel moto che coglie l'animo umano di tanto in tanto.

Un simile elogio per la scrittura puo' sembrare davvero sprecato per i semplici aneddoti che sto raccontando.

Tra gli episodi piu' leggeri, ricordo quella volta in cui il professore ci parlo' di un'antica disputa tra matematici ...

'Un mio vecchio professore aveva un vecchio professore che era solito dire,' disse una volta, 'che le rette erano le regine delle curve. Ma lui non era d'accordo, e a noi studenti diceva che una regina senza curve non è una regina'.

Chissà se mai una delle persone che erano in quell'aula passera' mai di qui?

E ti ricordi di quella volta che l'esercitatore di analisi invece di scrivere a pennarello sulle slides plastificate scrisse proprio sul proiettore?
E dei nostri bisticci coi bidelli per le lavagna?

...

Continua ... (illogico, tutto, tutto, TUTTO!).

7 comments:

  1. biondastra???
    Lo ammazzo!
    grazie gio che mi hai difeso!
    anche se ora a quanto pare non lo faresti più!!!
    e non perchè sono rossa...

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  2. Ha.. Ha... buona questa!
    Illogica, ma buona (come tutte le cose illogiche)... :D

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  3. Fede, leggi quello che ho scritto ieri ... ti piacerà ;-)

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  4. Mia cara, io sono piu' realista delle regina ;-)

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  5. Ma tanto umano, umano, UMANO

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  6. Più di due post per ogni esame universitario??

    Mamma miaaaaaaaaa....

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  7. E' chiaro :D
    Finchè una bella (anzi, bellissima) donzella non riempirà i miei pensieri e le mie ore, dovrete sorbirmi i miei lamenti ;-)

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