Saturday, 5 February 2011

Dialogo di mezzanotte

[Io]
Domani, se le condizioni, fisiche le mie, metereologiche quelle del cielo, lo permetteranno, mi perderò in una delle foreste che, ora che è inverno, dormicchiano dentro il perimetro della mia città.

Sarà una gita breve la mia: giù in ufficio mi stanno aspettando perfino ora una montagna di lavoro da fare e un mare di stress per faccende, alcune semplicemente burocratiche altre molto più serie.
Se non fosse così freddo, ora sarei giù a lavorare: nella bella stagione sovente passo le mie notti scarabocchiando, scrivendo appunti, rimettendo a posto qualche codice.

Si è instaurata, negli anni, questa come mia routine: tra tutte le ore della settimana, sono forse quelle di solitudine le più produttive per la mia attività.

[Voce fuori campo]
E le più sprecate, perse per sempre, per la tua vita.

[Io]
Non credo proprio.

[Voce fuori campo]
Tu ti vuoi convincere d'aver scelto di vivere ritirato dagli altri, ma la verità è che sei un reietto: se nessuno va oltre un 'hello' di circostanza, se tu frequenti gli altri esclusivamente nei luoghi nei quali vi trovate entrambi per lavoro, è perchè loro ti evitano.
Non trovano un solo motivo valido per andare oltre la buona educazione, e dentro di te sai che a volte costa loro perfino quella.
E non hai un nome per loro, non un'abitudine, non una casa.

[Io]
E' vero: sono un reietto.
Ed è vero: la mia bassa bramosia, il desiderio primordiale che opprime tutti, non mi rende totalmente diverso dagli altri.
E la mancanza che patisco davvero è solo la più triviale, ovvero il sesso.
Del resto ogni parte, perfino il mio spericolato amore della bellezza non ha bisogno di una personificazione, anzi: il perdurare di questo slancio poetico nei confronti delle donne, dei sentimenti ... è resistito in me proprio perchè non ho mai corrotto queste concezioni ideali con il reale, con i limiti miei e quelli d'ogni donna che avrei potuto avere.

[Voce fuori campo]
Quindi tu vedi le donne solo come partner sessuali?

[Io]
No: piuttosto delle donne che mi interessano io non voglio perdere l'immagine sacra, non voglio colmare quella distanza, a volte sottile, altre infinita, ma mai nulla, che separa l'idea dal suo precipitare nel reale.
L'eventualità di avere noia di una persona, di non esserne più stupito mi angoscia: per questo la figura di amante è più vicina al sacro di quella di compagno, per quanto bercino e bestemmino in proposito i bigotti con le loro invettive.

[Voce fuori campo]
Allora vuoi divertirti senza metterti in gioco: altro che belle parole, sei un edonista.

[Io]
E tu sei un perfetto idiota.
Il piacere fisico è una parte infinitesimale del rapporto degli amanti, e non è neppure necessario.
Gli amanti conoscono un'autentica forma di contatto dell'anima: pura, perchè non contaminata dai condizionamenti sociali, e per questo dolorosa, pungente, sublime ... e stramaledettamente inutile, e divinamente vera.

[Voce fuori campo]
Puoi trincerarti nei tuoi sofismi, ma nel sogno, quando non vigila la tua parte più codarda, so bene quali sono i tuoi desideri, quali le tue afflizioni!
Tu sei pieno di complessi, e rinunceresti volentieri a tutti i tuoi libri, tutti i tuoi dischi e tutte le tue ore produttive del sabato sera per avere una Yolande al tuo fianco.

[Io]
Non più.

3 comments:

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  2. Ciao!

    Un bel dibattito tra "Gio" e "la voce fuori campo".

    Nelle ultime due parole sta l'ago della bilancia.

    "Non più."

    Vince "Gio".

    Ora ti dico ciò che penso, che ovviamente è soggettivo e può essere molto opinabile:

    Il confine tra Yolande e Alice non è mai così netto.

    Possono convivere entrambe nella stessa persona. C'è un'Alice in Yolande (e sarà la prima che incontri per strada che...)

    E un giorno si potrebbe scorgere l'ombra di Yolande nella stessa Alice, finalmente trovata. (E c'è da sperarlo!) Non bisognerebbe però, in tal caso, restarci male ed affrettarsi a "declassarla" perché anche in "Gio" può vivere la "bassa bramosia", come la definisci e hai ammesso tu stesso.

    Il segreto è finalmente capire che tale bramosìa non è "bassa"! Affatto! Anzi, è il motore del mondo.

    Sono le azioni che, negli individui, derivano da tale bramosìa che possono essere molto "basse" (come quelle, ad esempio, del piccolo-presidente), o molto nobili.
    Oppure così e così! ;-)

    Un abbraccio!
    :) :) :)

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