Tuesday, 1 February 2011

Che sogno strano ...

Vinicio Capossela: è stato il suo ultimo disco, 'Da Solo', la scelta per ieri notte.
Ne è seguito uno dei sogni piu' strani di cui abbia memoria.

Non riesco a capire se sia stato in prima o in terza persona, alcuni dettagli sono insensati, altri perfettamente logici.
Nell'esporlo qui, decido di modificare alcuni minimi dettagli, e di tenere la prima persona durante l'intero svolgersi degli eventi.
...

Mi sveglio e mi ritrovo nel degrado di una stanza disordinata e squallida: la mia.

Cartacce ovunque, sulla moquette macchie ormai vecchie di anni, vestiti gettati senza cura alla rinfusa qui e la: e l'incuria di quell'ambiente è la stessa che vedo di me, nell'immagine riflessa su uno specchio dalle superfici incrostate e sporche.

Per la prima volta da tanto tanto, penso a com'era diversa la mia vita prima di quel maledetto incidente di anni fa.

Ero, allora, il macchinista di una giostra al luna park, uno di quei trenini che fanno impazzire di gioia i bambini.
Attorno lo scheletro in ferro dei diversi vagoncini, c'erano degli addobbi a tema infernale: quelli sulla locomotiva, in particolare, ricordavano un diavoletto armato di forcone.

I miei compiti erano semplici, regolavo la velocità, azionavo i freni, chiudevo ed aprivo un cancelletto elettrico che dava accesso ai binari, ma comportavano la sicurezze di quei bambini, ed era il mio dunque un mestiere di una certa responsabilità.

Tutto sembrava procedere senza intoppi come al solito quel giorno, quando d'improvviso sembro' esserci un calo di tensione nel sistema elettrico.

Gli eventi presero allora a rincorrersi in modo frenetico ... e paradossale.

Il cancello si apri' di colpo, e un bambino si avvicino' pericolosamente ai binari.
Io allora, che stavo fumandomi una sigaretta, mi precipitai verso di lui, per levarlo da quella situazione di pericolo, tanto piu' che il treno si era bloccato e non potevo far nulla di diverso.

Salvai il bambino, questo si, ma un incendio, che alcuni pensarono causato dalla mia sigaretta, mando' in corto circuito il sistema, facendo ripartire a folle velocità la giostra, e causando la morte di alcuni piccoli.

L'indagine che segui' quel drammatico incidente non riusci' a dimostrare la mia colpevolezza, ma io ne rimasi psicologicamente distrutto, tanto da entrare in una pesantissima depressione ... dalla quale ancora non mi sono ripreso completamente.

Pero' oggi, svegliandomi, ho deciso di riprendere in mano il timone della mia esistenza: voglio tornare a studiare, e capire, se possibile, in prima persona cosa diavolo sia successo in quel drammatico giorno.

[Le mie azioni non passano inosservate]

Sui giornali torna a comparire la mia fotografia, quella del 'mostro' la cui sconsideratezza, in molti lo credono ancora, ha causato la morte di tanti innocenti.

Si scatena l'opinione pubblica, ed io mi ritrovo, come imputato, ancora una volta in un'aula di tribunale.

Il mio avvocato è un inetto, mentre la mia accusatrice, una giovane avvocato d'assalto, sembra godere oltre quanto non richiedano le circostanze delle mie incertezze, delle mie remote paure che tornano a perseguitarmi.

Il giudice, fortunatamente, è imparziale, e ascolta seriamente anche le mie parole di difesa.

Durante una pausa del processo, mentre discuto con l'avvocato e un suo aiutante, ho un'illuminazione: mi rendo conto solo ora che c'è un assurdo in questa vicenda.

Il cancello che s'apri' di colpo era elettrico!

E quindi il problema non fu semplicemente tecnico: qualcosa, o qualcuno, volle aprire in modo non convenzionale quel cancello, forse addirittura mandare un bambino sui binari, per costringermi a lasciare incustodita la mia postazione.

E mi viene in mente che il proprietario del giornale che è tornato ad accusarmi, è lo stesso che compro', per un tozzo di pane, i terreni del Luna Park, dove costrui' in seguito dei palazzoni ... e mi vengono i brividi quando mi rendo conto che il cognome della mia accusatrice è lo stesso di quel palazzinaro!

E allora inizia ad essere tutto piu' chiaro nella mia mente ...
E torno in aula, e questa volta, ad essere chiamata a rispondere alla mie domande, è lei, la giovane figlia di quel criminale!

3 comments:

  1. Gran Vinicio quello...

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  2. Ehi Gio!

    Ma qui ne verrebbe fuori un romanzo in piena regola!!!
    Psicologico, ma anche giallo.
    La trama non fa una grinza, ed è completa!

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  3. Caro Milo, anche qui c'è l'influenza di Come Dio Comanda secondo me: è un po' la storia di Danilo Aprea, non trovi?

    E poi ... mia sorella è avvocato!
    Ce la vedo benissimo a farmi impazzire ;-)

    Purtroppo l'ho scritto veramente di fretta, ma quello che volevo era fissare le idee ... e magari tornarci un giorno con calma per cercare un italiano migliore ;-)

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