Sunday, 6 February 2011

Che bellezza!

Non sono salito fino alla foresta oggi: ho collocato la mia camminata in un futuro comunque prossimo, e nel pomeriggio sono tornato, per la prima volta da che è arrivato il freddo, in città.

Ho seguito ancora le viuzze strette, lastricate di ciottoli, che dall'università scendono in centro, fermandomi un paio di volte ad osservare quegli scorci meravigliosi, dove i bianchi dei monti lontani, ancora innevati, si mischiano all'azzurro chiaro del cielo e a quello un po' più scuro delle acque, e alle mille tonalità della città, i rossi arditi di alcune torri, i grigi severi delle chiese, l'oro spento della stazione.

La giornata era splendida: era quello del sole un invito ad uscire che in molti avevano accolto di buon grado, e ovunque era tripudio.

Arrivato in prossimità delle acque, ho seguito per qualche centinaio di metri il corso del fiume: decine di uccelli, alcune piccole oche e qualche cigno, ondeggiavano dolcemente sulla superficie appena increspata dalle onde o dalla scia di qualche pennuto girovago e curioso.

Dov'è quell'edificio carico di decorazioni dorate un po' troppo arzigogolate per essere piacevoli, ho traversato il largo ponte.

Dei ragazzi giocavano a pallone, e nell'aria c'era il profumo invitante della mercanzia, kebab, dolciumi, zucchero a velo, di una bancarella.

Mi sono fermato ancora una volta: davanti a me uno spettacolo meraviglioso, quello della natura.

E godevo della tranquillità che vive in questa città perfino quando è domenica pomeriggio, e c'è tanta gente per le strade, eppure non c'è chiasso, nè fretta, nè maleducazione.

Con passo deciso ho preso a camminare verso la mia meta.

Mentre salivo verso i resti del castrum romano, fischiettavo a un cane senza guinzaglio, guardavo due belle ragazze che si tenevano per mano, mi fermavo un attimo a rimirare, da vicino, quel campanile che vedo ogni giorno dal mio ufficio, e che in quel momento mi sembrava particolarmente bello.

Un esperto di costruzioni romane potrebbe riconoscere nei resti odierni del castrum la forma teorizzata nei manuali per quei fortilizi: potrebbe cogliere l'occasione per dare un'occhiata alle mura, noterebbe sicuramente la presenza di una fontana, non mancherebbe di prendere nota di dimensioni, composizioni, elementi strutturali.

Non oggi comunque.

Oggi perfino il più pedante dei conoscitori di anticaglie sarebbe stato conquistato dall'infinita bellezza che ho incontrato.

Per raggiungere quello che oggi resta del castrum, e che è ben poco più che un rudere, bisogna salire una camminamento che, ripido in principio, si fa via via più dolce.
Sulla destra, proprio a pochi metri dalla piana, un marciapiedi a gradini bassi e lunghi segue la strada che confluisce in quella che oggi è una piazzetta meravigliosa dalla quale si gode un bel panorama.

E' li che ho visto la bellezza oggi.

Già so che non riuscirò a descriverla a dovere: mi basta solo poter contare sulla vostra immaginazione, e avrò raggiunto il mio scopo, che è quello di comunicare a voi la stessa sensazione di gioia che io ho provato.

Una bambina bionda, una piccola fatina che, avrà avuto forse 5, 6 anni, con la sua salopette di jeans e una berrettina rosa saliva e scendeva in continuazione quei gradini, troppo lunghi per la sua falcata.
E lei però ce la metteva proprio tutta per riuscire a fare un gradino alla volta con un solo passo, e non dover interrompere la sua progressione irresistibile.
Quando, ahimè, arrivava al fallimento, e allora perdeva l'equilibrio e rinunciava, scoppiava a ridere, tornava sui suoi passi e ricominciava un'altra volta.

In quel piccolo gesto ho visto il prodigio della crescita e la meraviglia di una piccola personalità che si mette alla prova.

Ero testimone come di un mistero, di un culto interdetto alla fretta perchè a questa invisibile ogni sua manifestazione.

Contemplando quell'espressione semplice ma autentica, amabile, della bellezza, ho dimenticato i manuali, la prosa, la scienza, e m'è sembrato di riscoprire la vita, la sua delicatezza, la sua forza.

7 comments:

  1. Ogni volta che descrivi il luogo dove vivi mi sembra di risentire le parole della mia cara amica che ora non c'è più, e sono sempre più curiosa di venire a vedere con i miei occhi questo posto che deve essere davvero meraviglioso. Nei bimbi vediamo l'innocenza e la spontaneità che poi, da grandi, perdiamo tutti. E' davvero un bel vedere :)

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  3. Caro Gio,

    questo post me lo sono letto di gusto! Si percepisce una gioia serena nel leggerlo!
    Ci rendi partecipi. :)

    Quella bambina è un Inno alla Gioia!

    Questo mondo, quando non morde, sa anche essere dispensatore di dolcezze.

    Un abbraccio!
    :) :) :)

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  4. Mia cara, i prossimi 3 mesi saranno infernali ;-)
    E poi ... cos'è questa storia che si perde l'innocenza?
    Io sono mondo come un bimbo ;-)

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  5. Caro Milo quello di farvi rivivere tale serenità era proprio il mio intendimento!

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  6. La contemplazione... è la mia sola ragione di vita! Mi alzo a fatica, ogni giorno, solo grazie al pensiero che prima o poi tornerò a godere del "bello", a contemplarlo e a lasciarlo fluire dentro me!

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  7. Ti sorprenderà :-)
    Sono contento di sentirti!

    Gio

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