Wednesday, 16 February 2011

Ascoltando il mito di Eco e Narciso ...

... m'addormentavo, ieri notte.

Il sogno che la mia mente, stanca per una giornata intensissima, ero uscito di casa alle 8 per tornarvi alle 22, ha partorito in quelle ore in cui il mio corpo immobile giaceva sul letto, era misterioso, e ancora una volta, parlandone, spero di capirlo meglio.

Io non sono uno dei protagonisti di questa tragedia: il sogno è un filmato, che io, in un momento anonimo e privo di dimensione, sto guardando, tornando in continuazione sui fotogrammi più ricchi di emozione.

Una prima volta osservo quella sequenza distratto: passano veloci gli occhi sull'istante che da origine alla tragedia, e solo per caso seguo il prolungarsi della vicenda, fino al suo terribile epilogo.

Ma giunto alla conclusione, volendo capire meglio le cause e l'esatta portata dell'incidente, torno a guardare, attento fin dall'inizio, la scena.

E poi, di nuovo, soffermandomi su attimi, fotogrammi specifici, continuo a disperarmi su quelle immagini, quei volti inizialmente lieti, e che presto, e io sono impotente, verranno sconvolti, e allora sarà l'angoscia a scavare quelle guance, a far invocare aiuto quegli innocenti.

Su un traghetto, una mezza dozzina di ragazzi, allegri, si preparano per una breve crociera nel lago che bagna la mia città natale.

Il cielo è sereno, e calme le acque attendono la lieta comitiva.

Sul pontile, s'attardano, fumando e chiacchierando, i membri dell'equipaggio.

D'un tratto il cielo si fa nero, si leva un vento freddo e violento, e la corda d'ormeggio viene spezzata dalla furia degli elementi, e il traghetto viene risucchiato dalle correnti lontano dal pontile.

I marinai, cercando di saliere a bordo saltando, finiscono in acqua, e a fatica riescono a salvarsi, riguadagnando la riva.

E' a bordo che si consuma la tragedia.

I ragazzi cercano subito rifugio sottocoperta: ma c'è speranza di salvezza lasciandosi in balia degli elementi?

Un coraggioso torna sul ponte della nave, deciso a governarla: attorno è però spruzzi d'acqua, e folate di vento sbattacchiano qua e la tavoli, sedie e ... e lui, arrivato al timone, non può nulla contro la furia degli elementi, e viene risucchiato dall'abisso, e il suo urlo disperato mi gela il sangue nelle vene.

Torna il sereno in cielo, e l'acque, ancora azzurre, ricompongono l'immagine del sole e delle montagne.

Il battello, miracolosamente, è approdato vicino alla riva.

Escono allora i ragazzi alla luce del sole: e sono ancora lieti, e sollevati per il rischio corso.

Ma in quell'istante in cui credono d'essere scampati al pericolo, si gonfiano di nuovo l'acque del lago, e un'onda scura s'alza minacciosa, e ingorda inghiottisce il vascello, e tutto quel che resta di quella comitiva allegra, di quella gioventù spensierata, sono piccoli pannelli di legno sulla superficie increspate dell'acque.

2 comments:

  1. "A sognare l'acqua sporca va bene, che poi s'acchiara"... lo dicono le anziane qui :)

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  2. E chi sono io per dubitare della loro saggezza? ;-)

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