Tuesday, 4 January 2011

Una strana forma di libertà

E' mia ferma intenzione tornare al piu' presto alla storia di Vera.

Prima pero' di scrivere dell'incontro, delle prime parole scambiate tra noi due, sento il desiderio di parlare di quella strana forma di libertà che sto vivendo.

E' una libertà, la mia, che ho conquistato solo dopo aver perso, umanamente parlando, tutto, o quasi.

Quello che mi impediva prima di esercitarla non era una costrizione esterna, ma una intima ignoranza e una paura indefinita.

Sconoscevo il vero: per questo lo temevo.

Quando poi ho scoperto il suo profilo, e arricchito di dettagli la sua sagoma, ho rischiato di perdere la ragione, di rimanere sopraffatto dalla crudezza del quotidiano, di rassegnarmi a dover fuggire una realtà che mi appariva iniqua, pesante, umiliante.

Tra il me stesso alla deriva di allora e quello di oggi, v'è tutto il tempo necessario a un nuovo concepimento, una lunga gestazione, un parto travagliato, e quindi una vita essenzialmente nuova, differente.

Il timore di ieri si manifestava in una prudenza eccessiva: l'essere giudicato e trovato perennemente inadeguato, era un motivo sufficiente per tenermi lontano dall'occhio indagatore dell'altro, e per nascondere, accuratamente, tutto quello che di personale ci fosse nei miei comportamenti, nelle mie parole.

Ben pochi possono dire d'avermi conosciuto, allora: possono, i piu' pazienti e tenaci, aver intuito qualcosa, e questo malgrado i miei inganni, le mie resistenze e i miei tranelli.

Capacissimo di confondere, eludere, ero chiuso per necessità, solo non esclusivamente per disinteresse dell'altro.

Ora è diverso.

Ai pochi che amo di tanto in tanto avere vicini, per interesse culturale, intelligenza, curiosità, affetto perfino, nulla mi lega.

Nulla, perchè viviamo in mondi che non si sfiorano neppure, e non per reciproca aridità.

Da una simile premessa è difficile attendersi qualcosa di buono, eppure proprio da questo discence la mia strana forma di libertà, che è quella d'essere sincero, di non dovermi fermare prima che inizi l'intimità, di poter usare le stesse parole che sento dentro, di ascoltarne di altrettanto dolorose.

E' la libertà che non conosce imbarazzo, e di cui si ha esperienza alle volte con i perfetti sconosciuti che incontriamo un giorno per non rivedere mai piu'.

Per me, sempre fuori luogo, straniero in ogni circostanza, lo sono in fondo tutti quanti.

Ed è sublime.

No comments:

Post a Comment