Friday, 7 January 2011

Un infinità di sogni e ...

Sogni d'angoscia e di riscatto, di soprusi e di violenza questa notte.

In un mondo incantato, popolato da bestie e fate, vedo una giovane amica, troppo ribelle e assetata di giustizia per ascoltare le mie ragioni, correre via, lontana da me, per poi cadere in una terribile trappola nascosta lungo il suo cammino.
La sento supplicare aiuto, mentre rovi acuminati ne lacerano la carne, e cadendo, lentamente, s'avvicina alle bocche fameliche di un drago con due teste.

'Aiutami, ti prego! Mi sento bruciare e gelare assieme!'.

Ma io sono lontano, ed erbe alte e fitte impediscono la mia corsa.

Poi, d'improvviso, mi ricordo che io, una volta al giorno, anche se solo per pochi istanti, posso trasformarmi in un Dio, un'immensa creatura dai poteri illimitati.

E allora eccomi, in un istante, con la mia mano raccoglierla delicatamente dal fondo di quel pozzo: è ormai spacciata, piena di graffi e di ferite, ma io riesco, solo sfiorandola, a ridarle vita.
E poi, con violenza, prendo, ghermendone le carni, quell'immonda creatura: da una delle sue teste esce un fuoco che non puo' ustionarmi, dall'altra un soffio gelido che spira presto, quando l'uccido stritolandolo senza provar rimorso alcuno.

Io so bene che raccontare un sogno simile possa dare un'immagine di me violenta: ma non voglio distorcere la realtà o di me stesso, per renderla piu' decente od edulcorata.
Ne avrei un danno, ne sono sicuro.

Nel secondo sono in una città dei nostri giorni.

Sono arrivati da poco dei facoltosi Russi: munifici con tutti, offrono spesso cibo, doni alla popolazione, e invitano in ville magnifiche, piene di divertimenti, perfetti sconosciuti tra i cittadini.
Io sento che qualcosa di iniquo si cela dietro tutto questo, ma non posso esprimere i miei timori: tutti, attorno a me, sono come in estasi.
Decido infine di partecipare a uno di questi party principeschi: trasporto in limousine, attorniato da belle ragazza, buffet delizioso, una quantità di gadget tecnologici per tutti.
Ma una volta nella villa, tutto mi è chiaro, nonostante l'artefatto e l'ostentazione di generosità.
Gli invitati, presto si trasformano in reclusi senza coercizione, in ostaggi inconsapevoli.
E ormai il traffico sotterraneo di organi, di droga ed d'armi dei Russi non potrà essere fermato da nessuno, nemmeno da me.

Questo è quanto.

Nel pomeriggio intendo scrivere qualcosa di piu' sensato e sentito che non sciocchi sogni.

Vi pensavo ieri notte, nell'insonnia che precede quasi sempre il riposo.

Una dopo l'altra, le parole della mia malinconia si compattavano assieme: e se quel muro che andavano a creare fosse una prigione, o una fortezza, non riuscivo a capirlo.
E se io sia vittima di un mio inganno o meno, non mi è dato, egualmente, saperlo.

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