Monday, 24 January 2011

Lettere

Stralci di lettere che ho spedito recentemente, trascritte qui nella speranza che almeno qualcuno le legga per come io ho inteso comporle.

Amo scriverti perchè questo mi porta vicino a te, e a scoprire noi stessi attraverso gli occhi miei e tuoi.

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Ho iniziato a leggere le avventure di Tex Willer, un eroe del West, quando ero un piccolo bambino di sette o otto anni.
Il mio impatto con un 'giustiziere' che non esitava a mandare all'altro mondo centinaia di nemici fu piuttosto traumatico: e ho iniziato a chiedermi dunque quale fossero i mezzi più idonei per esercitare la giustizia.

A oggi, mentre assistiamo al trionfo dei furbi e dei potenti, le mie domande restano ancora senza risposta.

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L'Italia è un paese stranissimo: ci ha dato il rinascimento, e vive oggi una sorta di medio evo socio-culturale

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Più mi sono addentrato nello studio della scienza, fino a farne di fatto una professione, più mi sono sentito attratto dalle lettere: nei romanzi, nelle raccolte di poesie, nei saggi che ho letto, amato, studiato, ho incontrato decine di interlocutori, ognuno con uno specifico lessico, un diverso periodare.
E così, avendo a che fare con questo e quell'autore, ho per forza di cose, anche se in modo assai limitato, assorbito le loro espressioni, e le loro parole sono, piano piano, diventate le mie.

Sul comodino ho un vecchio trattato di Seneca sull'Ozio, qua e la in camera qualche antologia di autori latini: cerco, ma con pessimi risultati davvero, di non lasciar andare tutto il latino che ho studiato in gioventù, ma quella con questa lingua affascinante e che mi sembra sempre attuale, è una battaglia persa!

L'amore che nutro per la parola - lo riconosco quasi con timore - supera perfino quello per la musica, e vi si sposa, naturalmente, nell'Opera.

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Anche oggi passo la mia giornata a casa: mentre mi lascio carezzare l'orecchie da un concerto di Chopin, leggo l'e-mail di un amico che vive dall'altra parte del mondo, penso a come rispondergli, e torno ancora una volta a dare un'occhiata al mio lavoro.

Un weekend così ozioso non capita di viverlo molto spesso: quando sarà primavera sentiremo l'obbligo di uscire, camminare, stare fuori fino a tardi, e poi d'estate ci sembrerà folle non approfittare del sole ... ma per oggi, in questo ultimo sgocciolare di un fine settimana gelido, voglio godermi la tranquillità del non aver nulla da fare.

Casa mia è piena di libri che voglio leggere, rileggere, sfogliare, e ci sono centinaia di dischi che dovrei ascoltare ancora una, due ... cento volte!

E oggi, allora, mi dedico a tutto questo, senza dimenticare, naturalmente, le piccole faccende domestiche.

A presto,

Gio

2 comments:

  1. Sai, spesso faccio simili pensieri sull'Italia. Non riesco a smettere di amarla ma certe volte mi fa infuriare perche' sembra incapace di reagire. Sul piu' bello gira la schiena e accetta tutto.
    Anche per me scrivere e' la forma piu' sublime di contatto perche', quando si scrive con l'anima, si passa quanto di piu' sacro c'e' in noi.

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  2. Esatto Vic, è proprio una forma sublime di contatto :-)

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