Wednesday, 12 January 2011

La bellezza in sè

La bellezza esiste in sè, ed è in perenne conflitto con la morale, la misura, l'amor proprio.

Che strano destino il suo: per questa qualità che ci è donata o negata fin dalla nascita, che non conosce classe sociale, che patisce piu' di tutte l'altre gli effetti deterioranti del tempo, si provano allo stesso tempo invidia, desiderio, acrimonia, attrazione.

Si ama e si odia.

Inebria la sua presenza, deconcentra per certi versi, focalizza per mille altri.

Muove tutti, e trovarsi cosi, ricchi, poveri, colti, stolti, impetosamente alla mercè sua, non riuscire sempre ad associarla ad altre qualità piu' socialmente accettabili, avvilisce l'orgoglio, sminuisce la dignità.

Parlando di bellezza dallo scoglio eroso della deformità, ho il privilegio di conoscere perfettamente come questa sia nè sufficiente nè necessaria per l'amore, l'amicizia, l'estasi della scoperta.

Mentirei spudoratamente, tuttavia, affermando di non esserne sensibile: ancora di piu' su dicessi di amare solo quella espressa nell'arte perfetta dei classici, e cercassi un punto di equilibrio a metà strada tra verità e decenza, rifugiandomi nell'esaltazione della nudità eterea della Venere di Milo piuttosto che in quella eroica dell'Ipazia di Mitchell.

La bellezza resiste quasi sempre alla volgarità, e alle volte, che scandalo, ne esce perfino accresciuta: intatta perfino se mischiata alla sensualità piu' prosaica e diretta, quella esplicita della pornografia, inequivocabile e disadorna d'ogni grazia.

Un'applicazione iniqua dell'intelligenza non disturba quanto un'utilizzo della bellezza per ottenere qualcosa: dello sfiorire dell'avvenenza altrui si riesce perfino a godere malignamente, dell'ottundersi di una mente no

Il terrore del suo potere sugli uomini ha fatto nascere il peccato.
Ma dalla sua essenza viva è germogliata la poesia.

Mi riconosco nelle sabbie mobili del paradosso: non riesco ad avere io stesso un rapporto sereno con quella bellezza che pure adoro, che non cerco nè influenza le mie decisioni, ma contemplo quando, piu' o meno casualmente, incontro.

Ma è, in verità, l'interezza dell'umanità un paradosso immenso.
Ne ho appreso un frammento, quello circa la bellezza, e l'ho percepito propagarsi ad ogni altra espressione dell'essere: l'intelligenza, la virtu', la volontà, il senso artistico ...

E per questo paradosso, somma di cento componenti egualmente misteriose, sento un'attrazione immensa: mi guida il mio demone, mi preserva la mia natura evanescente.

2 comments:

  1. Davvero, ma c'è l'oltre...chissà a volte cosa scatta delle menti delle persone!
    Ho una particolare ammirazione :-( di chi crede di essere ...ma non è.
    Vivono decisamente meglio!
    ciao Giò :-)

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  2. Esatto Khiara, c'è oltre: ma contrariamente alle apparenze, anche 'l'oltre' ha la stessa carica e le stesse insidie della bellezza :-)

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