Monday, 3 January 2011

Che confusione

Charles-Louis de Secondat, barone de La Brède et de Montesquieu, inorridirebbe oggi.

Lui, il fine pensatore, il filosofo illuminato, lui, che identificò nei tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario, i cardini di ogni stato, e ne teorizzò, quale vincolo fondamentale per la libertà dei cittadini, la separazione, nel 2010 è ormai dimenticato, sorpassato, bellamente ignorato.

In Italia, anzi, in Padania, si sa, siamo sempre all'avanguardia.

E allora ecco un ministro, un membro dell'esecutivo, Umberto Bossi, non farsi problemi a suggerire una sentenza di un crimine.
Proprio in merito ai fatti di Gemonio, Bossi aveva spiegato in nottata che la punizione giusta per i ragazzi accusati dell'attentato non è la prigione, lanciando invece l'idea di far loro risistemare i danni. «Li faremo venire come punizione a rimettere a posto la sede - ha detto il segretario del Carroccio -. Mandarli in galera non serve a niente».
Bossi è, tra tutti i politici, forse il più inquietante: nei suoi discorsi una logica indegna di questo nome, davvero rozza e approsimativa, tale da permettere di trarre conclusioni all'apparenza scontate, ovvie a partire da premesse traballanti e procedendo per violenza più che per graduale evidenza di passi intermedi, rende vano ogni confronto sensato.

Non c'è spazio per la ragione dove trionfano forzature, luoghi comuni, miope stupidità scambiata per buon senso.

2 comments:

  1. Pensavo fosse un post sui Ricchi e Poveri...

    Ciao EuGIOnio, auguri! ;-)

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  2. Grazie collega, auguri anche a lei!

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