Thursday, 6 January 2011

Aula di liceo

Mi sono addormentato ascoltando un vecchio disco di Liszt.

E mentre il suo arrangiamento della Campanella mi accompagnava nel sogno, un'altra sirena, un trillo fastidioso, mi faceva precipitare in quella dimensione misteriosa che frequentiamo di notte, e che indaga di noi per vie traverse a quelle battute nella veglia.

Ero in un'aula di scuola, un liceo, seduto in uno degli ultimi banchi.

Attorno a me un gran numero di giovani studenti: io, che nel sogno avevo gli stessi 32 anni che ho da sveglio, mi sentivo un po' a disagio nel chiasso che era attorno a me, eppure capivo che quella confusione non era semplice chaos, ma aveva un senso.

E mi rendevo conto di quanto inopportune fossero le prediche, le arrabbiature e le invettive degli insegnanti: loro, che lamentavano l'incapacità di poter capire a causa della frenesia di quei ragazzi, non riuscivano a cogliere proprio in quel maremoto di emozioni e sussulti l'essenza stessa della loro adolescenza.

Nel sogno ero lieto di sfiorare quest'intuizione, tanto piu' che non era certo per interesse personale che io, sempre quieto, misurato, forse perfino noioso anche da studente, vi giungevo.

Mi guardavo intorno: riconoscevo in alcuni particolari, un campanile all'orizzonte, il colore delle intelaiature metalliche dei banchi, il mio passato, ma nessuno dei ragazzi attorno a me m'era famigliare.

Per quattro volte qualcuno busso' alla porta di quell'aula.

Entro' per prima Alice, e prese posto in uno dei banchi dietro al mio.
Come me anche lei, che ha venticinque anni, era silenziosa, ma diversamente da me, incuriosito da ogni cosa, se ne stava quasi immobile, e leggere e scrivere.

A lei, che è di Firenze, seguiva poi Renzi, il sindaco della sua città, e subito dopo Silvio Berlusconi.

I due [Renzi non lo conosco per nulla, non intendo darne un giudizio] erano alleati: mentre l'uno, Berlusconi, cercava di ammansire, con scarso successo, la platea, l'altro, alla lavagna, scriveva formule matematiche d'analisi complessa, ai miei occhi prive di senso, e disegnava loghi di nuovi partiti con un gessetto giallo.
Un coro di disapprovazione si rovescio' su quel duo improponibile: io, che pure trovavo il tutto ridicolo quanto gli altri, avrei voluto ascoltare i loro discorsi, convinto come sono che un'immonda realtà non si possa davvero occultare con successo dietro belle parole, ma ero impedito dalla violenza distruttrice dei miei giovani compagni di scuola.

Per ultimo, entro' nell'aula un professore di quelli con i quali lavoro.
L'avevano chiamato loro due, per avere la sua autorevolezza ai loro servigi.
Ma lui, guardata la lavagna con grande perplessità, prese posto tra gli studenti senza badare alle lusinghe dei due politicanti.

Persi cosi rapidamente interesse per quanto avveniva alla lavagna, e tornai a cercare con lo sguardo, ma in modo discreto, Alice.

...

La tua bellezza risalta perfino in abiti semplici, e non hai bisogno di trucchi e monili per essere affascinante: il tuo portamento aggiunge grazia all'avvenenza, cosi, naturalmente.

...

Una bella ragazza bruna, seduta vicino a me, mi distraeva con le sue chiacchiere.
Ero combattuto: non volevo offenderla, ma l'opportunità che avevo, contemplare Alice, irraggiungibile, ma per una volta in carne ed ossa, sapevo bene essere unica.

Il sogno sfumo' e persero di dettaglio le sue immagini, ma l'idea della realtà di Alice, che è quella di mille altre, nutrirà ancora i miei pensieri, e lei tornerà a trovarmi ancora una volta, silenziosa, appena mormorata, sempre irraggiungibile ...

6 comments:

  1. ciao Gio :D
    che strano non avere l'impegno di fare foto giornalmente. Ormai la macchina fotografica era diventata un parte di me!!!
    Io parto per amsterdam e sto via fino al 17 circa. Poi mi farò sentire. Intanto un abbraccio Angelaaaaaaa

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  2. Sono passata per un saluto. Bello addormentarsi con la musica :)

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  3. Ciao Giò tutto bene!
    come vorrei essere io Alice...nel paese delle meraviglie :-)...a breve ritorno a Verona.
    Ciao carissimo :-)

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  4. A prestissimo Angela!
    E grazie per ognuno di quei giorni.
    Divertiti ad Amsterdam :-)

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  5. Carissima Vic, hai ragione :D
    Però mi raccomando: niente Carmina Burana, o seguiranno incubi a iosa :D

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  6. Evviva Khiara!
    Un po' lo siamo tutti in un paese di meraviglie ... l'immagine di Alice è già uno spicchio di arcobaleno, ogni giorno!

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