Thursday, 13 January 2011

Apnee

Stanotte ho avuto un attacco di apnea notturna.

Per anni ne ho sofferto, poi, con qualche accorgimento, e in seguito a un intervento chirurgico al cuore, la situazione è migliorata.

Resta un mistero la causa, spero siano minime le conseguenze, e in sè sono diventate da angoscianti a ... spaventose solamente.

Non so neppure se sia giusto chiamarle apnee notturne: ho passato anni fa un paio di notti in una clinica specialistica, ma in quelle circostanze non ne ebbi alcuna, sicchè i medici si limitarono a generiche raccomandazioni, e ad annotare solo modestissimi episodi di disturbo del sonno.

Eccole, le mie apnee.

Sto dormendo, e un fastidio mi sveglia: mi ritrovo allora cosciente, o almeno semi cosciente, ma quasi completamente paralizzato.

Se capitavano al mattino, ad esempio mentre mia madre magari era in camera da letto a sistemare la stanza, io sentivo la sua voce, capivo le sue parole, ma non riuscivo a chiamarla, a gridarle di aiutarmi.
Ero terrorizzato da questi eventi, perchè alle volte vi si accompagnavano delle crisi respiratorie: e allora temevo che sarei morto soffocato, e di questo avevo una prolungata consapevolezza, distribuita in attimi infiniti.
Il piu' delle volte si limita, il tutto, a un malessere concentrato nella regione delle prime vertebre: sento il cranio gravare, quasi incastrato, in una posizione lievemente ruotata all'indietro, sul collo. Il palato è solitamente secco, e forse la trachea, flessa, un poco occlusa dalla gola scivolata in dietro.

Benchè assonnato e privo di forze, fin dalla prima volta che mi è capitato, ho sentito di dover resistere al sonno, e di far di tutto per uscire da quella posizione che, benchè non dolorosa, è assolutamente insopportabile.

In quelle circostanze riesco sempre almeno a muovere un po' la mandibola: ed è proprio con quella che, come masticando a vuoto, riesco a trasmettere, a fatica, una giusta vibrazione al collo, fino a disincastrarlo dalla posizione in cui è finito.

Sono ben consapevole d'aver usato la parola 'fatica': non è stata una svista
In quelle condizioni lo sforzo per muovere quei pochi muscoli mandibolari è davvero estremo, e se i primi tentativi vanno a vuoto, devo fermarmi e recuperare le forza prima di ritentare.

Quando poi mi libero, in un istante, torna tutto alla normalità: riesco a respirare di nuovo, riesco a muovermi senza problemi.

Se mi rimetto subito a dormire, nel volgere di poche tempo, minuti forse, ma non posso esserne sicuro, un altro attacco mi prende: se invece mi alzo, ruoto il collo, tonifico un po' i muscoli e magari mi bagno la gola, almeno per alcune ore non ne soffriro' piu'.

Potete ben immaginare come una patologia simile si intrecci ad incubi e preoccupazioni: soprattutto prima di un intervento chirurgico, sapendo che al risveglio sarei potuto essere tanto sotto l'effetto dell'anestetico da non riuscire a muovere la mandibola con sufficiente vigore, informavo sempre i medici di questo mio problema.

La sensazione è quella d'essere una bestia pronta per il macello, appesa ad un gancio che entra dentro la nuca.

La crisi di questa notte è stata tra le peggiori degli ultimi anni, ma anche durante quei momenti in cui mi è mancato il respiro, non ho sentito il mio cuore correre all'impazzata per il terrore di una morte orribile.
Soffrivo, ero preoccupato, ma conoscevo già quel malessere, aspettavo, patendo ogni istante dell'attesa, che tutto si esaurisse.
D'altra parte mi è capitato già cosi tante volte che ormai è solo uno dei miei accidenti.

Per un lungo periodo ammetto che la frequenza con la quale ero soggetto a questi attacchi mi faceva temere il sonno: soprattutto addormentarsi in una posizione un po' inusuale, su un divano, su una sedia sdraio, aumentava la possibilità di occorrenza, e allora io mi imponevo di dormire solo nel mio letto, con il mio cuscino dove, effettivamente, gli episodi erano minimi, seppur numerosi.

Tutto qui.

10 comments:

  1. Tutto qui? A me sembra tantissimo. Seppur lontano un miglio da questo tuo "problema" mi hai ricordato un incubo (o qualcosa del genere) che ho fatto per anni, tutti i pomeriggi (solo il pomeriggio) quando cercavo di riposare un pò dopo pranzo. Sognavo di essere immobilizzata al letto, tutta... non potevo nemmeno volgere los guardo altrove, avevo un'unica visuale. Ero così, con le braccia lungo i fianchi, che cercavo di muovere un muscolo, un signolo, piccolo muscolo. Ma nulla. E facevo tanta fatica. Una voce maschile cupissima mi chiamava (non ho mai riconosciuto in quella voce qualcosa di familiare), sempre più vicina, fino nelle orecchie. Ma io non potevo muovermi e non riuscivo a vedere chi fosse. Nel sogno sapevo, ero consapevolissima, di star dormendo e cercavo con tutte le mie forze di svegliarmi. Ma non ci sono mai riuscita. Da allora non ho più riposato dopo pranzo.

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  2. Quando mi alzo, in seguito a uno di questi episodi, e scrollo il collo, sento degli scricchiolii un po' sinistri, e un rumore, lieve, simile a quello che possono fare due pietre in frizione.
    Una cosa: caso mai un giorno non mi svegliassi piu', non dite che 'è venuto a mancare serenamente nel sonno' ;-)

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  3. Cervicale? :) No, faremo scrivere: "Tentò fino alla fine di muovere la mandibola". Contento? :-P

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  4. Ciao Giò.

    Giocare con la morte.
    C'è chi va cercando questa compagna di gioco (solo per provare a non farsi prendere, e penso a chi pratica per esempio gli sport estremi), e c'è invece chi ne è frequentemente ricercato, a suo assoluto malgrado.

    Forse, se la cosa si ripete per così tanti anni, forse ripeto, a Lei queste persone un poco piacciono per davvero, e se le tiene care. Perché, se dovesse andare fino in fondo con loro, le avrebbe, sì, "prese", ma anche "perdute" per sempre, così come fa il cacciatore con la preda dopo averla uccisa e mangiata.

    Poi ci sono coloro per i quali Lei invece non nutre alcun interesse. Si nutre e basta, senza giocarci affatto, giovanissimi, maturi o decrepiti. Un po' quando capita.
    Sono costoro che naturalmente la temono di più. Si tratta di gente, che quando càpita, ci rimane proprio male.

    Scusa l'idiozia, ma è l'unico modo che sento sincero per rispondere al tuo post. Potevo forse astenermi, ma ne ho sentito il bisogno. Ah, ho ricominciato a leggere (e rileggere) la prima edizione del Diario. Ma la cantina? Hai sospeso lì o ne hai poi parlato? Lo scoprirò.

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    Un abbraccio.

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  5. Non è un'idiozia :-)

    Di sicuro temo il dolore infinitamente piu' della morte.
    La mia, almeno, riguarderà gli altri non tanto me.
    Stasera ti mandero' la nuova versione del diario per posta se vuoi :-)

    La cantina è ancora li: il chiavistello la tiene chiusa, ma basta scendere in cortile e infilare quel breve corridoio per arrivarvi davanti.

    E allora ... forse è giunto il momento di scendere ancora una volta quegli scalini impolverati, e di riscoprire quella magica luce azzurra, per metà di una vecchia lampadina che nessuno cambia piu' da decenni, per metà piovuta giu' dalla strada attraverso quelle grate sottili.

    A presto Milo!

    Gio

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  6. Certo che la vorrei! Mi faresti un regalo! :)
    L'aspetto quindi!

    Se vuoi ti risponderò con un file zip contenente mille libri in italiano in formato .lit. Sono davvero 1000!(360 Mb in tutto, con la connessione wifi qui a Rodney Bay credo sarà fattibile).
    Una raccolta dai classici alla spazzatura, qua e là qualche piccola perla a sorpresa. C'è da perdersi! (Su internet non la trovo più, l'avevo scaricata anni fa.)
    Potresti leggerli con diversi dispositivi, dal tuo laptop/netbook (windows, apple, linux) per es. con Calibre (lettore universale buono per tutti i formati), oppure con un palmare o telefonino dotato però di Windows Mobile (con Microsoft Reader Mobile). Sia Calibre che Microsoft Reader sono scaricabili gratuitamente.
    A presto, quindi!

    :) :) :)

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  7. P.S. sono andato a vedere sulle istruzioni di gmail. Purtroppo il limite massimo per un allegato è di 25 Mb! :-(

    Però potrei fartelo avere con Dropbox.
    www.dropbox.com

    A dopo!

    :) :) :)

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  8. Spedito caro Milo, aggiornato all'ultimo post appositamente per te ;-)

    A presto!

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  9. Mi hai aperto un mondo...sono anni che mi capita (solo se mi addormento a pancia in sù)di essere lucidissima , di cercare di alzarmi e rendermi conto che il mio corpo non risponde. Comincio a spaventarmi perchè sento i rumori esterni e io urlo e alzo le braccia ma mi accorgo che la voce non esce e le braccia non si muovono...
    i primi tempi a furia di agitarmi riuscivo a svegliarmi e dovevo alzarmi e camminare perchè terrorizzata di ricadere nell incubo..oggi..a distanza di anni..quando mi capita mi concentro e penso che non devo avere paura..inizio a respirare piano e cerco di fissarmi su un rumore per riuscire ad aprire gli occhi..
    mi spavento sempre ma ho notato che mi capita solo se mi addormento con la testa alla stessa altezza delle spalle e con la schiena sul materasso. Se dormo di lato no.
    Spesso mi capiata anche di non riuscire più a respirare e lì mi alzo gridando e davvero con il fiato corto..
    soprattutto quando sono sotto stress..
    grazie del tuo post

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  10. L'alterata percezione dei movimenti l'ho pure io ... è terribile cadere nel tranello dei sensi, e scoprirsi incapaci, ingannati, e ancora bloccati.
    Chissà cosa diavolo è ...
    A me non conta la posizione iniziale, perchè comunque mi giro e rigiro.
    Ho migliorato un po' acquistando un cuscino a sezione non ellittica ... Se vuoi posso cercare dettagli in merito.
    A presto,

    Gio

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