Thursday, 30 December 2010

Un sorprendente modello educativo

Ho passato una decina di giorni in Italia, e dei mille volti sui quali si è posato il mio sguardo, e delle decine di conversazioni che ho animato od ascoltato, parlerò con metodo nei prossimi giorni.

Per una deliziosa cena sono stato ospite di due miei cari amici: ci conosciamo da anni, e con l'arrivo dei loro figlioletti, due meravigliose creature ancora piccine, è un obbligo morale non limitare i nostri contatti all'aride e-mail o le telefonate impersonali.

Anche dello stupore di sentire un pronome relativo, o vocaboli, che vanno oltre il semplice, usati con naturalezza dalla bimba che l'anno scorso solo accatastava poche parole, racconterò un'altra volta: stasera, ancora stanco per il viaggio di ritorno, voglio solo discutere di un sorprendente modello educativo.

Pensavo, ieri notte, dopo aver visto il modello educativo di cui sopra, alla fatica, per me fortunatamente modesta, per altri infinita, necessaria per liberarsi di certi pregiudizi del nostro tempo: quello nei confronti degli omosessuali, ad esempio, ma più in generale dei diversi.

E cercavo di trovare, nei ricordi della mia infanzia, il momento in cui perfino in me quasi attecchì, ma fortunatamente trovò terreno arido, il seme del pregiudizio.

Non voglio nascondermi dietro una bugia: io sono stato, per un breve periodo, piuttosto sospettoso nei confronti delle manifestazioni alternative della propria sessualità, e benchè questo non si sia mai tradotto in derisione o malignità, tale circostanza la devo forse a un caso fortuito, non aver avuto l'occasione di fare del male, piuttosto che a una mia attitudine intimamente saggia.

Pur non volendo avere figli per motivi biologici, inoltre, mi ha sempre trattenuto anche il timore di essere incapace di educare a rispettare il prossimo: dopotutto, avendo fallito, almeno parzialmente, io stesso, come poter essere non dico certo ma almeno confidente di non sbagliare?

Sono grato ai miei amici per l'illuminazione che mi hanno dato, e che non può capirsi davvero senza vedere con i propri occhi quanto sia ovvia e semplice l'umanità quando si è piccini.

Perchè lo confesso: io adesso so per certo come evitare l'insorgere di questa tara nei nostri cuori.

Omnia munda mundis: e non per sempre i nostri bimbi, che diverranno ragazzini, adolescenti sottoposti allo stress lacerante dei media e dei modelli culturali preconfezionati decisi, imposti, da altri, saranno puliti.
E allora perchè non approfittarne finchè siamo sicuri della loro innocenza?

Stasera si balla il time warp!



2 comments:

  1. Ok, allora mi concedi questo ballo?! ;) Buon fine anno Gio!

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  2. Certo, ma occhio ai piedi ;-)

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