Thursday, 2 December 2010

Questa volta ...

Altro disco, questa volta una collezione di pezzi non molto conosciuti per Violoncello, altro giornalista: non era piu' Marco Travaglio, ma Luca Telese a farmi da spalla nel sogno.

Telese in verità lo conosco pochissimo: l'ho giusto intravisto un paio di volte, ospite di qualche talk show, e in quelle occasioni ho avuto modo di apprezzare il suo ottimo italiano, e di lamentare pero' una sua certa deriva semplicistica, intesa tuttavia non come associata a una personale piattezza di pensiero, ma piuttosto come un cedere agli standard, bassi, dei media.

Nel sogno comunque non era un giornalista, ma un medico: un giovane medico cui mi ero rivolto poichè il mio era in vacanza, o comunque non disponibile.

Parliamo tranquillamente dei miei problemi: lui cerca di rassicurarmi, c'è una cura per i miei mali, ma allo stesso momento mi mette di fronte a una verità inquietante, ovvero quella che descrive per me un futuro terribile, nel quale la malattia mi ridurrà a una larva, schiavo del dolore, incapace di qualsiasi cosa.

Nonostante la cattiva notizia, per come ha costruito il suo argomento, non sono spaventato: anzi penso di averla scampata bella, e che adesso tutto sarà piu' semplice.

Chiamo al telefono mio padre: gli comunico le notizie, sono contento e voglio che lo sia anche lui.

Lui mi ascolta in silenzio, quindi mi chiede di passargli il medico.

Confabulano un po' di termini medici, quindi la conversazione assume toni concitati. Osservo pensoso Telese agitarsi un po', mettersi le mani nei capelli a un certo punto ... quindi la telefonata finisce.
Telese si volta verso di me, e non trova le parole per dirmelo.

Le medicine di cui mi ha parlato ... io non potro' prenderle, perchè sono allergico, e sarebbero per me mortali.
E cosi io mi ritrovo con la rivelazione terribile del mio futuro, quella che mio padre mi ha voluto tacere per anni per affetto, e nessuna speranza.

Mi sveglio all'improvviso: tutto è buio attorno a me, e il cuore mi batte all'impazzata.
Sono solo: non c'è nessun medico, e mio padre sta dormendo a centinaia di chilometri di distanza.
E per un po' tuttavia non riesco a convincermi d'aver solo sognato.
Forse perchè se ci penso bene, se immagino la medicina come non un composto chimico ma qualcosa di te ... mi sembra tutto vero.

2 comments:

  1. due colpi al cuore: uno per il tuo sogno e per l'ansia che ti deve aver procurato ... e l'altro ancora per Travaglio!!! Infierisci?? :o))

    Joh

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  2. Stanotte provo con l'Oboe ;-)
    Chissà chi verrà a trovarmi!
    Lo saprai domani :-)

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