Friday, 10 December 2010

La razionalità è follia

Le nostre contraddizioni dicono di noi molto piu' che non i ragionamenti consequenziali dentro i quali cerchiamo una trincea.

Mi spingo oltre: la razionalità è follia se vi ci si affida ciecamente per conoscere l'uomo, e la logica, uno strumento capace solo di distinguere il vero dal falso, uno specchio opaco, sporco, dalla superficie irregolare nel quale è impossibile riconoscere perfino sè stessi.

Le leggi che ci permettono di studiare la natura, e che descrivono con precisione di scala prodigiosa l'infinitamente piccolo e l'immensamente esteso, quando applicate a me o a te sono imprecise, inadatte, approssimative.

Nessun conflitto è doloroso e sofferto come quelli che viviamo dentro di noi, e per i quali la nostra anima, nome con il quale indico il confluire di tutte le diverse sensazioni e percezioni, è terreno di scontro delle nostre molteplici emotività, e di quella natura a volte ospite scomodo a volte sbirro feroce che è appunto la razionalità.

E' per questo che siamo soli.

Abbiamo indagato, seguendo il suggerimento dei filosofi, noi stessi.
Li abbiamo toccato con mano la nostra complessità indicibile, e le nostre contraddizioni hanno fatto eco a frasi, comportamenti, idee.
E quindi la speranza di trovare un altro come noi s'è dileguata.

Questo vale per quasi tutti secondo me, ed ho parlato non a caso in prima persona plurale.

Ma io cosa sento?

Se pure la razionalità ha tentato di consolarmi lasciando immaginare una magra perdita, ovvero estendendo questa sorta di dannazione universalmente, a ogni singolo individuo attribuendo lo stesso marchio di irrequietezza e frenesia, io ho finito per provare un affetto irragionevole, un'attrazione sconvenientissima per i miei compagni di sventura.

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