Thursday, 16 December 2010

Le lettere mai scritte: amore mio

Amore mio, come mi manchi stasera!

E' quasi l'una di notte e sto per andare a dormire.

La mia cena è stata disordinata e veloce, e non ho neppure apparecchiato: ha fatto tutto il forno, e ho consumato per sopraggiunta necessità uno di quei piatti pronti contro i quali tu ti scagli con furore, minacciandomi con lo sguardo e invocando la decenza in tuo soccorso quando te li propongo come soluzione veloce alle nostre esigenze alimentari.

Scegliendo il disco per la notte, mi sono lasciato sedurre dal mio Mahler, che ora mi sembra molto piu' adatto del tuo Beethoven e perfino del nostro Mozart.

Il letto è vuoto.

A volte sei li già sotto le coperte quando arrivo io, e non mi guardi neppure mentre entro in stanza, forse nemmeno ti accorgi della mia presenza: d'altra parte chissà dove sei con la mente quando leggi i tuoi libri, chissà quali pensieri che io non posso seguire, quali emozioni a me sconosciute ti portano lontana.

La tua femminilità è un mistero che non mi sarà mai completamente svelato!

E io so magari di darti perfino fastidio con i miei commenti, il mio contemplarti quasi infantile, e allora a volte me ne resto li in silenzio, in un angolo della camera, a guardarti di nascosto.

Chissà se riesci a immaginare quanto sia felice di essere una parte solamente della tua esistenza, di non essere un vicolo cieco per te.

E chissà se pure tu ogni tanto ti fermi a guardarmi mentre sono assorto nei miei pensieri, o gioco come un bambino con i miei amici.

Stasera comunque, te lo confesso, t'avrei derubato di quel libro: avremmo avuto altro da fare!

No, non pensare a quello!

Prima di andare a letto ho voluto guardare fuori dalla finestra: sta nevicando fittamente, e le strade, e i marciapiedi, sono un bianco immacolato.

E allora adesso, amore mio, perchè non usciamo a fare quattro passi nella notte?

Dai, uno spettacolo cosi viene una volta all'anno!
Ora ti strappo via le coperte, ti sfilo il pigiama e ti porto pantoloni e giacca e via!
Hai venti secondi per vestirti, ti avverto!

Saremo soli, e le nostre impronte racconteranno di due innamorati che camminano vicini, e che seguono le orme di un gatto fin dentro un prato, e si fermano un attimo su una panchina.

E ci baceremo ogni volta che un'auto ci passerà vicino, cosi, perchè una scusa vale l'altra, no?

Chiudo la finestra e me ne vado a dormire pensando al tuo nome, Penelope.

6 comments:

  1. Intensa e commuovente. E' vero amore quello che scrivi in questa lettera.

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  2. Cruz?! La mia preferita.... ;)

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  3. Grazie Vittoria :-)
    Mi tengo in esercizio con la mente!

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  4. Voi mi prendete in giro cara Maraptica :D

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  5. Sei troppo gentile Ligeja :-)

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