Monday, 6 December 2010

Io ridevo

Me ne stavo li nel mio letto d'ospedale: 42 chili, sudato, con il dolore di ogni giorno messo in ombra da quello violento del ricovero.
Ero uno scheletrino, e sfiguravo perfino a cospetto degli anziani che erano in stanza con me.
Me la passavo piuttosto male: tre drenaggi affondati dentro, senza più forze, provato da un'esperienza davvero difficile.
Chiuso in un ospedale malandato, era un luglio infuocato, dentro mi agitava il terrore di prendermi un'infezione cattiva, come quella che mi aveva quasi ucciso da bambino.
Non riuscivo neppure ad ascoltare la musica, era terribile la pressione del mio cervello sulle pareti del cranio, nè potevo girarmi sul fianco, e la mia schiena era sfondata da un materasso scomodo, e la canottiera sempre bagnata di sudore, e la mia pelle si faceva trasparente e pallida.

E io ridevo.

Ridevo perchè pensavo a tutte le donne cui avrei fatto una corte sfrenata, ed erano già tutte bellissime, e perfino i loro due di picche erano meravigliosi.
E con l'immaginazione ero di nuovo in Piazza Duomo, a Milano, dopo aver ripreso da solo il tram per la prima volta, e i miei cani, al ritorno a casa, ne ero sicuro, m'avrebbero adorato, perchè l'avrebbero capito alla perfezione.

E' per questo che amo la vita.

Perchè vista da qui è bellissima.

7 comments:

  1. E perchè, semplicemente, tu hai una forza d'animo infinita :) Ciao amico mio

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  2. Giò, mi hai commmossa!
    ti capisco perfettamente...e ti voglio bene!
    Bacione!:-)

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  3. Dai Maraptica, è bella :-)
    Prossimamente ne scrivero' ancora per spiegare qual è il segreto per amarla ;-)

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  4. Brava Khiara :-)
    E' cosi che funziona!

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  5. Vaffanculo, mi hai fatto commuovere

    ;)

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  6. Troppo facile collega ;-)
    O si fa così o si svanisce, all'istante!

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  7. Bravo bravo...ti colgo sempre come una sfida, sappilo :D

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