Thursday, 23 December 2010

Invulnerabilità

La definizione più precisa di invulnerabilità è forse quella che Seneca descrive nella sua opera 'De Costantia Sapientis' ('Sulla fermezza del saggio'):

Invulnerabile est non quod non feritur sed non laeditur!

Invulnerabile non è ciò che non è ferito, ma ciò che non è danneggiato!

Non intendo qui minimamente soffermarmi sulla figura sicuramente ambigua del filosofo e scrittore latino, del suo rapporto patetico con i potenti e la sua dubbia aderenza ai precetti morali che predicava e sicuramente non metteva in pratica, ma piuttosto intendo indagare più a fondo il senso di questa massima.

Ovvia conseguenza di questa affermazione, è che non si può essere sicuri di essere invulnerabili, e quindi dotati di quella imperturbabilità che contraddistingue un certo tipo di saggezza, senza essere continuamente malmenati, messi alla prova, feriti insomma.

Concordo convintamente con il concetto espresso nelle Memorie di Adriano che non assegna a nessuna filosofia un primato induscutibile sulle altre:

Vi è più di una saggezza, e sono tutte necessarie al mondo: non è male che esse si alternino.

e di conseguenza non guardo assolutamente con disprezzo a quelli che cercano nel ritiro un'illuminazione che conduca alla pace dei sensi, un equilibrio altrimenti irraggiungibile.

Ma per quanto concerne quel tipo di etica che ha nell'imperturbabilità il proprio fine, non sarà nel chiuso di monasteri immersi nel silenzio, nella serenità della natura incontaminata che si potrà dare dimostrazione di questa qualità.

Socrate è diventato immenso nel fango e nella maldicenza altrui.

3 comments:

  1. Bacioni e Buon Natale Giò
    AUGURI DI CUORE :-)

    p.s il Natale lo passo in ospedale ,ma ti garantisco che c'è un albero di Natale bellissimo, e un presepe...da favola!

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  2. Sei forte Khiara :-)
    Un abbraccio!

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  3. Salto la lettura per oggi...
    Auguroni Gio ;)

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