Saturday, 11 December 2010

Il regalo perfetto, finalmente

Tra pochi mesi, come ho già detto diverse volte, finirà la mia esperienza qui all'università.

Allora qualche collega inizierà di nascosto una colletta, per tirar su un po' di soldi per un bel regalo, da consegnare durante la festicciola che seguirà la mia auspicata proclamazione.

L'ho già detto, e lo ripeterò ancora a quell'amico che, credo, si adopererà per il tutto: io non voglio che nessun regalo sia comprato per me.
Si raccolgano pure soldi, e più saranno meglio sarà, visto che gli ho dato indicazioni, vaghe ma decise, su come utilizzarli.
Una donazione, a nome di tutti, a Emergency, o Medici senza frontiere, o un'altra organizzazione simile: ecco cosa sarà il mio dono.

Non mi importa minimamente di sembrare snob, di dare l'impressione di voler fare l'alternativo a tutti i costi: io ho già tutto quello che i soldi possono comprare, e piuttosto che veder sprecati dei denari per una maglietta che non metterei mai, un orologio che finirebbe perso nel disordine, che finiscano quei soldi per fare del bene a chi non ha nulla, e forse, non mi convincerò mai totalmente del contrario, paga, indirettamente, con la miseria il nostro benessere.

Questo ovviamente non significa che io non desideri alcunchè, anzi.

All'amico di cui soprà farò presente anche un'altra idea, insidiosa e ovviamente non coatta, perchè la presenti agli altri.

Io voglio che, quelli che se la sentono, mi scrivano qualcosa: qualcosa di intimo, di simpatico, perfino di sciocco, ma che sia proprio per me.
E, perchè no, qualcosa di diretto, sincero, severo, qualcosa che non si ha mai avuto tempo, coraggio, interesse a dirmi in faccia.

Nessuno, tra 'loro', le persone 'normali', mi ha mai avuto tanto a cuore da volersi confrontare nell'arena con me: ecco come io ho perso interesse in quella parte di mondo, e di umanità.

Qualche tempo fa ho avuto ospite un amico: già da mesi mi aveva spedito via posta un regalo di compleanno, che però, un po' per pigrizia e molto per dimenticanza, è rimasto chiuso in un cassetto del mio ufficio per diverse settimane.

Con imbarazzante ritardo dunque, eravamo a visitare l'università, l'ho portato a casa: un paio di CD, che prometto di ascoltare ma ho già perso chissà dove, dei bei disegni di sua figlia, la mia piccola amica Tessa, che ho appeso tra Cezanne e Manet, e una lettera.

Finalmente in casa mia è entrata una calligrafia diversa, e finalmente li sul tavolo, assieme a qualche pergamena arrotolata, miei appunti disperati o note esaustive di resoconto, ci sono adesso i pensieri di un altro.

Oggi per me pochissimo vale quanto la parola scritta: non la musica, che amo, ma in modo distratto e incompetente, non i gesti, perchè io non ne conosco le regole e capitano sempre troppo di fretta e rarissimamente li capisco, e per forza di cose mai li capirò.

Nella parola scritta si sommano l'emozioni e le riflessioni di infiniti istanti: sono altissime e penetranti nei libri dei grandi scrittori, un po' goffe ma autentiche nelle piccole mie confessioni.

E poi c'è la voce.

La tua ha ogni colore: il biondo dei tuoi capelli quando ridi, il blu denso della notte quando sussurri, un rosso sanguigno quando merita, il verde e l'azzurro di un prato infinito in un giorno sereno quando parliamo del futuro, che non ci spaventa quanto potrebbe pensarsi, perchè noi mica siamo burattini, vero?

Io scrivo quasi sempre avendo in mente qualcuno: è così adesso che cerco di catturare quella che sei, di fissare la tua forma in questa creta morbida che sono le mie parole.

Non sto facendo oggi un buon lavoro: ma fa nulla.
Quello che conta è che ogni volta che tornerò a rileggere queste pagine, io ti penserò ancora.

5 comments:

  1. Scriviamo, alla fine, un pò per noi stessi no?! Una donazione ad Emergency è un dono bellissimo, altro che "snob" o "alternativo a tutti i costi" ;)

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  2. E' tra le cose più belle di te che ho letto. Ci sono persone che parlano anche attraverso i silenzi...Mi hai sentito?

    Un abbraccio forte, intenso.

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  3. Maraptica, devo pur guadagnarmelo il paradiso, no? ;-)

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  4. A volte il silenzio è l'unica forma di comunicazione possibile cara Nicole.
    Almeno qualcosa sono sicuro di averlo sentito ;-)

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  5. Credo tu non debba fare grandi sforzi, un posto assicurato già ce l'hai ;)

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