Sunday, 12 December 2010

E adesso?

Quando eravamo bimbi bastava un nulla per farci rabbrividire, e la pelle d'oca, e i singhiozzi, non erano che manifestazioni esteriori di emozioni interiori che il rimbombare cupo del tuono, una zuffa tra cani, il dolore, ma anche una sorpresa inattesa, la gioia della scoperta, scatenavano, semplicemente, in noi.

Crescendo, era l'idea stessa di prenderla per mano, o il contatto fortuito con i suoi capelli mossi dal vento, a farmi palpitare, sudare, perdere la ragione.

Non è certamente stata l'abitudine, il consumo di 'lei' a disperdere la mia ossessione, di cui oggi ho solo memoria.

E' stata piuttosto una sciocca delusione cui mi sono rassegnato dolorosamente.

Parlando con altri, riscopro i medesimi sentimenti di sconforto e vuoto in moltissimi: e non meno cocente è una sconfitta virtuale come la mia di una che ha visto logorarsi i sogni, le speranze in una lotta vana contro l'inerzia della quotidianità.

Vorrei alle volte che esistesse un'entità maligna responsabile del nostro male di vivere.

Lo desidererei davvero, per poterla invocare.

Lei se ne starebbe orgogliosa e trionfante davanti a me, e s'attenderebbe di vedermi capitolare e invocare clemenza. Io invece le direi con disprezzo, quasi arrogante, e fissandola negli occhi:

'Mi spiace, ma con me non funziona!'.

Oh, dev'essere bellissimo vedere dipinto sul volto di una divinità l'incredulità: almeno nel pensiero, io l'ho immaginata questa sciocca impastatrice del male, questa divoratrice di entusiasmo e prosciugatrice di energie, umiliata, provare due, tre volte ancora con i suoi malefici, e dover soccombere infini alla mia indifferenza, alla mia pietà blasfema.

Lei vince quando lasciamo che il peso del passato si impossessi di ogni cosa.

Ma con me davvero non ha speranza una strategia cosi goffa.

Ho già messo in conto il dolore del futuro, nè mi sono liberato di quello della mia giovinezza, ma ho avuto il buon senso di nascondere con cura, in quel terreno duro e poco fertile che è stata la mia esistenza, qualche seme.

E la tenacia ha vinto una, due, tre volte.

L'apatia è spessa, diffusa, ma è tutta in superficie.
La lascio li per ingannare chiunque, per non vedere quelle poche forze che mi rimangono sprecate in piccoli sogni, modesti progetti.
Ma sotto questa cenere, è incandescente la brace, ed è un fermento continuo e silenzioso di pensieri, monologhi, follia.

Ho imparato che c'è l'infinito oltre il tuono, il suon della sua voce, quello che ci capita per forza di cose qui ed ora.

Ci sono l'amicizie non nate per caso, e quelle che non finiscono per le distanze, le affinità sorprendenti, l'affetto non contaminato dalla passione.
E per te potrebbe esserci perfino la passione pura e travolgente che pensavi di non poter mai piu' provare, e che invece semplicemente soggiace alla tua ottusa convinzione.

E se c'è un prezzo da pagare, il coraggio di infrangere qualche tabu', la pazienza di aspettare il momento giusto, lo scotto di delusioni profonde, la fatica fisica di fare mille chilometri ... beh, io non me ne sono mai accorto.

4 comments:

  1. Oh, caro Gio, lo vedi che non faccio male a credere fermamente nella tua forza portentosa :D
    C'è da imparare da te, imparare nel senso più gioioso del termine, come fanno i bimbi che imparano tra loro mentre si guardano giocare ;)
    Un saluto Gio!

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  2. Ma tu sei troppo gentile :D
    Però dai, alle volte ne vale davvero la pena :-)

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  3. Eh! caro giò, sono delusa anch'io, poi faccio fatica a riprendermi:-(
    Ecco forse per me è meglio non sognare più:-(
    ....sai che in un modo o nell'altro sono sempre nei "premi".. uffa mi è venuta ancora la pleurite :-(....cavolo non ne va bene una...ma imparo da te e sorrido:-D
    Sogni d'oro e vita vera!!

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  4. Ma Khiara, sono io che ho da imparare da te :-)
    Un abbraccio!

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