Friday, 10 December 2010

'C'è qualcuno in casa?'

Stasera sono tornato a casa esausto e distrutto dall'ufficio.

Fa freddo, e ne risento abbastanza: al mal di testa da troppi calcolacci s'aggiungono dolori alla articolazioni, alla schiena ... e non mi importa minimamente.

Ti ho pensata per tutto il viaggio in autobus, sai?

Hai preso forma nei miei pensieri, ho sentito la tua voce tra le mille voci dei passeggeri, ho cercato il tuo odore sulle mie dita che t'hanno toccato stamattina.

Arrivo sotto casa camminando lentamente: non ho fretta perchè tu sei li con me.
Suono al citofono, e non mi rispondi subito, e allora penso che forse stai già cucinando, visto che in effetti sono un po' in ritardo.

Mi vieni ad aprire la porta con indosso il grembiule verde che abbiamo comprato sabato scorso, e mi saluti con un rapido 'Ciao! Scusa devo tornare subito ai fornelli' cui ribatto speditamente con un 'C'è qualcuno in casa?' che ti coglie di sorpresa.

Ti fermi.

Mi rispondi con un 'No' interrogativo, e la mia replica, 'Perfetto' ti lascia senza parole.
Forse ti aspettavi che il discorso proseguisse, che ci fosse un senso evidente per quella domanda inconsueta, vero?

Oh, ma un senso c'è amore mio!

Un attimo di smarrimento, ma poi al mio silenzio e disinteresse ridi, e te ne torni in cucina.

Io vado invece in salotto.

Chiudo le persiane e accendo lo stereo.
Scelgo il mio diletto Schubert.

Entro quindi in cucina in silenzio.

Tu stai tagliando la cipolla e indaffarata in quell'operazione delicata non badi a me.
L'acqua è già sul fuoco acceso, la pasta l'hai già messa li, sfusa in un piatto, e appena avrai finito con la cipolla per il sugo la butterai in pentola.

Questi sono i tuoi piani, ma i miei sono diversi.
La pasta dovrà aspettare.

Spengo il fuoco.

Mi vedi con la coda dell'occhio e allora ti volti sbaldordita e mi fulmini con un 'Ma Gio che fai?', che non riesco a capire se sia più severo o smarrito, e di cui comunque non mi curo minimamente.

Non dico nulla.

Alzo un poco il tuo grembiule all'altezza della vita, giusto per prenderti per la cintura, e trascinarti fino in salotto.

Non capisci subito, e quando capisci fai finta di non cedere subito.
'Ma Gio che fai! E' tutto già pronto in cucina!'
Rispondo con una sintassi da uomo delle caverne, come faccio quando voglio farti ridere.

'Prima amore, poi cibo'.

Entriamo in salotto, e già il grembiule s'è perso per strada.
Ti divoro di baci, ti carezzo sopra e sotto la camicetta.
Non ci sono più parole, solo mormorii, e gesti che sapremmo sincronizzare alla perfezione perfino al buio.
Ti sfilo la cintura e ci lasciamo cadere sul divano.

E li facciamo l'amore.

4 comments:

  1. E i pompieri vi hanno trovato così, no?

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  2. ecco!!l'origine dei tuoi mal di schiena:-D...li avessi io :-( .. siiiii mi mancano solo quelli poi sono a posto, e chi si alza più dal letto!
    ciao dolcissimo!

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  3. Ma piuttosto la sveglia MI ha trovato così ;-)

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  4. Cara Khiara, la causa del mal di schiena è che dormo male (ma almeno sogno bene ;-) ).

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