Wednesday, 22 December 2010

Cambierà il mondo

Non sto molto bene e temo ne risenta la leggibilità del mio appunto.

Sono tornato in Italia.

Mi da i brividi pensare in questi termini per così dire geografici, e non cominciare a scrivere quindi con un 'sono tornato a casa', ma davvero ormai questa non è più casa mia, e i centomila ricordi di ogni angolo, il camino, i vecchi mobili, le librerie cariche di volumi, non testimoniano che distacco invece che alimentare senso di appartenenza.

Ho pensato a questo come esempio semplice di un cambiamento che interessa quasi tutti: l'abbandono della propria casa, il girovagare per il mondo, alla ricerca di qualcosa a volte, in fuga dai propri tormenti in altre circostanze ...

Se penso al 'me' di oggi e lo paragono a quello ipotetico che non ha valicato le alpi, fatico a riconoscerne perfino quell'età comune che entrambi hanno vissuto.

Le asprezze della rinuncia, le sconfitte amarissime, i sogni illusi, quelli acciuffati e consumati, o quelli più sottili, dolcemente contemplati, hanno fatto di me uno straniero perfino ai miei occhi.

La vita corre a una velocità che supera quella delle nostre sensazioni, e la ragione arranca, persa a innalzare costruzioni solide, ma obsolete perchè spesso in ritardo.

Siamo pronti per ieri, impacciati per oggi, in ansia per il domani.
Oppure, a volte, divinamente indifferenti.

Ci sono stati istanti in cui sono stato spettatore della mia esistenza quanto lo saresti potuto essere tu: era nelle folli salite in motocicletta, era in quegli istanti che, brillando come ordigni esplosivi, sprigionavano un fumo denso e nero nel quale mi sono perso per mesi lunghi e tristi.

Il mal di testa non mi da tregua, e non posso continuare questo discorso.

C'è un altro cambiamento, questo inevitabile, epocale, sul quale ho riflettuto recentemente.

Una delle attività che capita di dover svolgere nel mondo della ricerca è quella di 'peer reviewer', ovvero di 'recensore alla pari'.

Capita dunque che una rivista ti contatti e ti proponga di leggere in anteprima un articolo, un paper, e ti chieda un parere in merito: a seconda del tuo giudizio, gli autori saranno poi consigliati di revisionare il loro lavoro.

Non amo particolarmente questa mansione: una recensione ben fatto richiede tempo, e spesso non è facile leggere un articolo di un argomento che non si conosce sufficientemente bene.

Qualche settimana fa sono stato invitato a scrivere una review.

Gli autori erano tutti cinesi.

Con grande dispiacere, ho dovuto consigliare una major revision, in quanto l'inglese era talmente cattivo da rendere impossibile apprezzare il contenuto scientifico del lavoro.
Ho cercato, e penso di essere riuscito, di esprimere questo giudizio nei termini più gentili ed educati possibili, e in cuor mio mi sono dispiaciuto, immedesimandomi nei panni di quel giovane studente che si sarebbe, di li a pochi giorni, visto il proprio duro lavoro liquidato con un paio di commenti non sbrigativi ma inequivocabili.

E tra me e me ho pensato che cambierà il mondo, e se non io, saranno forse i nostri figli a doversi adeguare a una lingua diversa e misteriosa, a caratteri difficili e a dover vedere il proprio lavoro respinto per un motivo esclusivamente grammaticale.

E tu?

Tu sei pronta per ieri?
Sei impacciata per oggi?
Sei in ansia per domani?

Oppure anche tu, a volte, riesci a ...
'bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina indifferenza'?

4 comments:

  1. capisco il tuo dispiacere ma so di moltissimi studenti stranieri, anche cinesi, che possiedono un ottima conoscenza della lingua inglese. Oltretutto, sai bene, che chi assiste alla stesura di un paper (il responsabile scientifico) è tenuto a correggere il lavoro sia dal punto di vista scientifico che editoriale. Quindi non rammaricarti così tanto... Quindi non è colpa del ragazzo ma probabilmente dell'anziano supervisor!

    Questo è solo un mio commento "professionale"... scusa :o))

    ReplyDelete
  2. Io spero solo oggi tu ti senta un pochino meglio. Ciao Gio

    ReplyDelete
  3. Grazie Joh :-)
    E' un po' quello di cui mi volevo convincere!

    ReplyDelete
  4. Sto meglio mia cara!
    E oggi, chi lo sa, magari vado a fare quattro passi :-)

    ReplyDelete