Saturday, 6 November 2010

Scrivere in un sabato noioso di sesso

A questo punto bisogna che il lettore smetta di considerare questo un blog pubblico ma davvero solo un diario, un raccoglitore degli screzi tra le diverse componenti della mia anima.

Un malanno transitorio occorsomi ieri sera mi ha convinto oggi a restarmene sigillato in casa: mi fanno compagnia le percussioni di Art Blakey, un po' di cioccolata, le piccole faccende di casa.

Sto cercando di leggere un po' di Thomas Mann in questi giorni, ma mi rammarico di non trovarlo efficace: lo trovo un virtuoso della parola, un amabile costruttore di atmosfere, ma manca nelle pagine che ho letto fin qui, davvero poche in effetti, la tragicità di Kafka, l'introspezione di Svevo, i parallasse della Yourcenar.

Questo non dice nulla, è ovvio, del suo genio: dice piuttosto del mio stato attuale.
E non riesco, ad esempio, in questi giorni ad ascoltare che Jazz, e lascio li nelle loro confezioni i dischi di classica, con la significativa eccezione di Saint-Saëns che ogni tanto lascio incunearsi tra i miei pensieri privi di forma ma non di sostanza.

Tra un paio d'ore vedrò di cenare: lascerò poi passare un'ora o poco più, e poi prenderò la moto e me ne andrò giù in ufficio a lavorare fino notte fonda.
Chiuderò la porta del mio ufficio quando le strade saranno ormai quasi deserte, e solo i ritardatari staranno facendo ritorno a casa.
Devo fare qualcosa.
Quest'inedia mi sfianca: passano ore che potrei vivere e invece lascio appassire.
Non riesco ad assolvermi del tutto, eppure so di non essere l'unico colpevole di questo spreco.

Sesso.

Non ne ho quasi mai scritto: un'amica conosciuta tramite questo blog e con la quale mi capita di discorrere spesso via chat, mi ha chiesto di scriverle un racconto esplicito di un mio sogno, un desiderio.

Sono a buon punto.

Devo ammettere che detesto avere taboo, li considero dei limiti.
Fino ad ora non ho mai affrontato questo argomento sia per pudore, e riconosco questo come una debolezza, sia per diffusa ignoranza.
E dire che in questo mio diario ho parlato di cose forse più intime che non scambi di liquidi, strofinio selvaggio di due o più corpi, possesso misto a sottomissione e frenesia che sfocia in quieto appagamento.
C'è più mistero in una confessione d'amore respinto o nella cronaca dettagliata di unghie che graffiano una schiena in preda all'orgasmo?
Io non lo so.
Ho pensato per un certo periodo di liberarmi delle ossessioni proprio con la conoscenza del sesso come 'normalità': ma nulla mi pare normale nel sesso perchè questo non fa mai parte della mia quotidianità, quella di cui ho dominio.
E' una primadonna che vuole la scena tutta per sè, e sparisce dal palco improvvisamente, come senza preavviso vi è precipitata.
E non resta mai fermo, il desiderio, e non si riesce mai a prendergli le misure.

La pornografia aiuta a renderlo sempre più misero e scontato, ma non sarà mai in grado di togliergli la sua qualità più insidiosa, che è proprio la prepotenza.

Nè a maggior ragione l'emozione della conquista, del veder cedere le resistenze e impossessarsi di quel bene, il corpo della donna nel mio caso, che per chi ha speso anni in monologhi interiori, o dialoghi fittizzi, è più inaccessibile e misterioso in certi momenti perfino della tanto celebrata anima.

Non esiste un primato incontrastato tra corpo e anima: la mia esistenza lo dimostra.

Chi possiede solo uno di questi due aspetti, difficilmente riesce a coniugare in sè amore e psiche.

E se ne soffre, e la ragione si smarrisce, forse per sempre.

Tutto qui.

2 comments:

  1. Ti racconto una storiella:
    Nel paradiso terrestre Adamo ed Eva facevano l'amore, ma il membro i Adamo funzionava come un braccio, comandato perfettamente, non c'era desiderio, ma volontà! Quando furono scacciati all'eden... dio infuriato, oltre al dolore, la morte, la malattia e la fatica... scagliò su loro il desiderio... ovvero quella tortura che ti prescinde, che ti può logorare, che arriva a dominarti...
    Ma ovviamente sempre se sei ancora così fortunato, altrimenti, c'è solo quiescenza ;)

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  2. Requiescat in pace allora è il mio secondo nome ;-)

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