Monday, 29 November 2010

Nemica giurata

E' da un po' di tempo che ci penso su, nelle mie pause, durante il mio girovagare qua e la.

Al lavoro sono molto preso, e questo è un argomento che richiederebbe un po' di calcolo. Adesso pero' proprio non ho le energie, nè il tempo, per dedicarmi con cura ad una simile investigazione, e quindi le mie parole non si riferiscono ad altro che ad una primitiva intuizione, basata sul mio stile di vita, quello delle persone che mi circondano.

La cultura, che oggi mi sembra naturale definire come la cura che abbiamo della nostra anima, è nemica giurata del consumismo.

Qui immediatamente mi verrebbe da specificare meglio in che senso la cultura sia cura dell'anima, e quando e quanto questa cura possa condurre non alla serenità, ma invece alla disperazione, e soprattutto di come non ci sia nessun vanto oggettivo nel possederne, nessuna vergogna assoluta nell'esserne privi.
E intendo sottolineare come non ci sia in me la minima presunzione di esserne piu' ricco che non uno qualsiasi: ne solo forse piu' attratto, ma la mia ignoranza è colossale e sorprendente.
Rimando questo discorso a un altro giorno, e torno ora alla lotta senza esclusione di colpi tra cultura e consumismo.

L'esistenza semplice di questi complessi cannibali, i monumentali centri commerciali che ovunque inghiottiscono ogni giorno milioni di persone con voracità, mi stupisce: in un anno penso di entrarvi forse un paio di volte, e sempre come in apnea, sapendo prima di entrare dove voglio andare, cosa devo prendere, e non vedendo l'ora di tornare alla luce.

Quelle vetrine davanti le quali cammino lentamente espongono il nulla, e quegli scaffali presso i quali mi stiracchio un poco sono pieni di scatole vuote, e quei jingle di sottofondo non sono che una tortura per le mie povere orecchie!

Il contrasto tra la bellezza del corpo nudo e l'artificio di uno appesantito da troppo trucco, imprigionato in un abbigliamento eccessivamente ricercato, contaminato da mille distrazioni per i sensi, è lo stesso che c'è tra il 'tu' con il quale entro in contatto nell'intimità del contatto, fisico e platonico, e quella selva di inganni e mistificazioni (ho bisogno di una nuova automobile, non di parlare con mia moglie, mi serve un telefonino ultimo modello, non capire mio fratello) che dividono me e l'ossessionato compratore di radio-sveglie.

La cultura non è solo nei libri che vorrei leggere: è in quelli che 'tu' hai letto, e che nella tua nudità dell'anima solamente riuscirai a donarmi.
E' una coperta che ci copre dalla testa ai piedi, e si estende a vite precedenti le nostre, e non si dimentica un istante d'essere l'idea unificatrice che associamo all'opere, ai pensieri di centomila uomini: la cultura non è che il nome che diamo a questa moltitudine di esseri viventi, che solo lo spazio e il tempo, o le condizioni sociali tengono lontani da noi.
Tu che hai letto Saffo, e dai del 'tu' ad Afrodite, sei l'ambasciatrice in questa terra fredda e inospitale della prima, l'ultima sacerdotessa della seconda.
Non ci sono solo i musei che ho visitato, o le mostre, o i dischi, o le poesie: la cultura nasce dal bisogno che ho di un'esperienza diversa dalla mia, che estenda i miei desideri e le mie conoscenze.
Questo bisogno sarà soddisfatto o dalla lentissima opera di ricerca personale, o dalla scossa sismica dell'incontro con un'anima egualmente appassionata e affamata di emozioni, eppure generosa, e coraggiosa.
L'amore è il bisogno primario dell'uomo.
Se ami la cultura, tutto quello che le è estranea sarà in secondo piano.
Amerai dunque i pochi amici solitari, introversi, oppure quelli semplicemente folli e dotati di un talento innato, e che estroversi entrano in collisione ora distruttiva ora costruttiva con te.
E il resto? Sarà inesistente, incolore.
Lo saranno i mercoledi di Champions League, le offerte speciali per i lettori di Blue Ray, e allo stesso modo tutti quei rifiuti di cui la pubblicità vuole farci riempire le nostre case ci sembreranno esattamente quello che sono.

Ecco perchè la cultura è nemica giurata del consumismo.
Perchè l'uomo ha davvero bisogno di ben poco che non sia l'uomo.

2 comments:

  1. Frase molto importante "Se ami la cultura, tutto quello che le è estranea sarà in secondo piano."!

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