Sunday, 7 November 2010

Un viaggio lontano

L'idea di un viaggio in battello, davvero esclusivo in quegli ultimi anni della Belle Epoque, aveva convinto infine anche i più recalcitranti: per loro, membri della ricca borghesia francese, l'ostacolo non era certo il denaro, quanto piuttosto l'incognita che permeava tutto quel progetto.

Per alcuni fu dunque infine la certezza di fare qualcosa di eccezionalmente esclusivo a spingere ad accettare, per altri, non meno avventati, la vaga voglia di avventurarsi, e poter così raccontare anche loro, giovani rampolli, qualcosa di memorabile al circolo, tra vecchi ufficiali carichi di decorazioni e aneddoti di guerre, e ricordi delle colonie lontante.

Partirono dunque in una decina, tra uomini e donne, con mezza dozzina di membri d'equipaggio e servitori.

Pensando di inaugurare un'abitudine, decisero per quel primo viaggio nulla di troppo impegnativo, nella loro ottica, s'intende.

Durante l'ultima festa prima della partenza, a Parigi, mentre gli altri ballavano e ciarlavano di pettegolezzi e facezie, loro si davano già l'aria dell'avventurieri, o delle primedonne: se ne stavano vistosamente in disparte, parlottando ad alta voce, in modo che gli altri sentissero, ma cambiando argomento, deviando su frasi di circostanza, impliciti inviti ad andarsene, quando qualcuno si avvicinava.

Si sentivano l'elite di quell'alta società che d'improvviso pareva loro ridimensionata, anchilosata e sciocca.

Pier si rivolse dunque a Leon, ad alta voce, davanti al ricco buffet.
'Secondo il capitano il viaggio potrebbe durare un po' più del previsto se incontreremo mal tempo nel mare del Nord'.
Leon, che non aveva mai messo piede su un battello in vita sua, replico' quasi piccato, sfrontatamente.
'Sciocche prudenze di un marinaio non avvezzo alla nuova tecnica: sono sicuro che non avremo alcun problema, vedrai che andrà tutto liscio come l'olio'.
L'ammiraglio Émile Guépratte, con il suo piattino in mano, in coda per il patè, che non aveva potuto fare a meno di ascoltare quei due chiacchieroni, si lascio' scappare un 'Spero non vi tocchi la sorte capitata al Gran Grifón di Filippo II' che colse di sorpresa i due giovani, che glissarono con una frase di circostanza 'ma gli spagnoli non hanno certo la nostra tecnologia in quanto a battelli a vapore'.
Il che, decisamente, convinse l'esperto marinaio a chiudere li la discussione, e lasciar perdere il patè.
'Quel vecchio pedante non ha niente di meglio da fare che infastidirci con la sua prosopopea ... ci vorrebbe davvero una bella guerra, e allora si che la città si libererebbe di tanti palloni gonfiati' sussurro' a denti stretti Leon a un divertito Pier.

Beh, l'augurio di Leon si sarebbe trasformato in realtà nel giro di un paio di anni, quando i cannoni tedeschi avrebbe bussato alle porte della città.
Ma lui non sarebbe stato li a godersi la Parigi affamata e deserta ...
Perchè qualcosa di più terrificante di quanto scherzosamente immaginato dall'ammiraglio sarebbe capitato a lui e agli altri in quel viaggio esotico, esclusivo, nel mare del Nord.

No comments:

Post a Comment