Thursday, 25 November 2010

La notte

Non leggete questa ennesima, noiosissima, patetica lamentela.

Che silenzio stanotte.

Guardo un attimo fuori dalla finestra prima di andare a letto, e mi fermo a contemplare la bellezza: è arrivata le neve, finalmente.

Per strada non ci sono ancora i segni dei copertoni delle auto, che domattina ne faranno una poltiglia grigiastra, nè le impronte di incauti nottambuli che sono appena rincasati.
Solo, nel cortile, le impronte di un gatto, ma si sa, quelli sono dei lazzaroni nullafacenti, e dormiranno domani tutto il giorno.

In questo silenzio che ora mi sembra infinito, cristallizzato, i miei pensieri si radunano, si sovrappongono, si rincorrono, e infine migrano dove la ragione li ridistribuisce.

Come le voci in un bazar si confondono assieme di tanto in tanto, e il bello, il lieto non è distinguibile dal triste.

Oggi mi sembra scontato dare un nome esatto al mio dolore.

Mi guardo attorno: le vite di quelli che mi circondano ... è il semplice caso a riempirle.

Ci si incontra per caso.
Si diventa una coppia per caso.
Si fa l'amore per caso.

A loro non occorre altro, e lo vedi capitare una, due, tre ... così tante volte da starne male.

E così, per caso, loro godono di una serenità particolare, di cui non so nulla, di cui ho solo mancanza: quella che trae dall'altro, dalla sua presenza fisica, dal suo calore, dalla sua inerzia perfino.

A me per caso non capita nulla, mai.

Neppure sforzandomi, e ormai ho smesso da tempo in questo senso, ovvero con tutta la poesia di cui sono capace, con tutta la cura che riesco a immaginare, e l'affetto, e buttandoci dentro la musica, e la filosofia succede un bel nulla.

E le mie sere sono gelide, e il mio letto sempre vuoto.

Il sesso non conta nulla, sono il gelo e il vuoto a spaventarmi.
Un domani come mi disferò di questa tristezza?
Mica posso andare avanti così, per sempre.
E allora diventerò un cinico, o un ozioso, o invece mi lascerò divorare dalla routine, o mi dedicherò solo al lavoro.
Chissà se servirà tutto questo a dimenticarmi di almeno un po' di questa solitudine.
E passa il tempo, e mi ritrovo sempre più patetico, e meschino, e impoverito.

Tutto ha un prezzo quando nulla accade per caso.

Io so cosa devo fare, ho ben in mente il tuo profilo.
Il problema è che non ho più forze per cercarti.

4 comments:

  1. Quando l'avrai di fronte tutte le forze, magicamente, usciranno fuori... e sarai pronto a scavare montagne. Io ne sono sicura :)
    p.s. Che bello, la neve!!!

    ReplyDelete
  2. Anche per abbandonarsi alla mancanza di forze serva forza...

    ReplyDelete
  3. Sbaglio o avevo detto di NON leggere?
    Fuori dalla porta e in silenzio voi due :D

    ReplyDelete
  4. Ma io non ho letto, ho tirato a indovinare

    ReplyDelete