Tuesday, 2 November 2010

Il vento e gli altri

Stamattina il vento aveva il suono lieve delle foglie che cadono e si lasciano soffiare sull'asfalto.

Niente motocicletta: oggi sono uscito con un grosso pacco, e ho camminato.
Ho preso il vialetto che scende fino al cuore del quartiere e sbuca la, proprio davanti alla fermata del tram.
I passi leggeri di due levrieri mi precedevano, come colpi di tamburo appena accennati, e facevano eco ai richiami rilassati del loro padrone.

Sopra di me un uccelletto solitario cinguettava: era forse appollaiato su un ramo, o su una tegola, o forse volava nel grigio infinito.

Ho traversato una strada mai trafficata e camminato un po' su un sentiero accidentato, di quelli non illuminati di notte, di quelli dove non passano a pulire gli spazzini.

E li le foglie cadute nei giorni scorsi erano uno splendido manto dorato, e camminando cercavo la voce delle piu' accartocciate, che ai miei passi gracchiavano, come quella cornacchia lassu', piu' in alto delle cime dei pini.

Tra me e me pensavo che a quel suono, nel giro di poche settimane, se ne sarebbe sostituito un altro, quello ovattato della neve, e non sarebbe piu' stato l'oro, ma il pallore senz'anima del diamante a lastricare quel viale.

Avvicinandomi al vialone del traffico, il rombo sordo dell'aereoplano, lo sferragliare del tram, il brontolio dei motori a scoppio mi hanno riportato alla realtà.

Quella dove le mie sensazioni sono fuori luogo.

Un po' come una foglia d'oro, che è nient'altro che un rifiuto da spazzare via li, sulla strada dove corrono veloci le auto, e i pedoni camminano distratti.

2 comments:

  1. E' bello che cambi tutto intorno a noi. Mi piace l'idea di un nuovo suono, un nuovo profumo, un nuovo paesaggio. Mi fa sentire viva.

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  2. Come dice il nostro amico Eraclito ...
    Panta Rei :-)

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