Monday, 18 October 2010

Un viaggio pericoloso

Con alcuni amici, anche loro dottorandi in citta', sto tornando in Italia, in treno.
Il vagone è già affollato quando vi saliamo, e i pochi posti liberi sono tra loro lontani.
Sparpagliati, distanti tra noi, iniziamo il nostro ultimo viaggio.

Sono molto stanco, e quella bellissima ragazza asiatica seduta davanti a me, sensuale, maliziosa, che sta parlando con il suo compagno di viaggio, sembra messa li apposta per condurmi nel mondo dei sogni ...

E infatti in pochi minuti mi lascio vincere dal sonno.

D'altra parte non c'è pericolo di perdere una coincidenza, o di non svegliarmi al momento del nostro arrivo a Milano: il treno è un diretto, e il viaggio sarà di parecchie ore.

Addormentati pure, Gio, e sogna la bellezza asiatica al tuo fianco ...

Mi sveglia all'improvviso la voce metallica dello speaker.
Annuncia un cambiamento di programma, ma parla in tedesco e non capisco molto.
La ragazza traduce per me: stanno solo annunciando che il pranzo è servito nel vagone ristorante, posso stare tranquillo.

Ma è davvero cosi?

Il treno si è fermato, e vedo i miei amici abbandonare di corsa la nostra carrozza.
Faccio per alzarmi anch'io, ma sono assonnato, e prima di poter prendere la mia valigia il treno è già ripartito in corsa.

Dal finestrino vedo i miei amici sulla banchina, egualmente confusi, indecisi, in attesa di non so cosa. Chissà, forse mi stanno cercando. O invece, semplicemente, non sanno il da farsi.

Mi guardo attorno.

Non c'è piu' traccia della bellezza dagli occhi a mandorla che mi ha sedotto e ingannato: restano in pochi su quel vagone, e tutti sembrano distratti e disinteressati.

Noto anche che il nostro vagone si è staccato dal resto del treno e che, pure senza motrice, viaggia da solo in una campagna sconosciuta.

Di nuovo lo speaker, ma questa volta in italiano, annuncia la nostra nuova destinazione: Costa Azzurra.

Osservo attentamente gli altri passeggeri, e finalmente anche sui loro visi leggo lo stupore che deve per forza essere dipinto sul mio.

Protestiamo, ma non c'è nessuno, su quel vagone, che possa ascoltare le nostre giuste lamentele.

Di nuovo interviene lo speaker.

Sembra aver sentito i nostri discorsi, e annuncia che entro breve ci fermeremo vicino a Milano.

Pero' dovremo essere lesti a scendere dal vagone, e a correre lungo il binario fino alla Stazione Centrale, che non possiamo raggiungere per non accumulare troppo ritardo.

Il treno si ferma, ne scendiamo un po' spaesati.

Non c'è una banchina, ma tanti binari che si prolungano all'infinito, tra loro paralleli.
Gli altri passeggeri, seguendo il consiglio dello speaker, iniziano a correre in direzione della stazione, che si intravede a malapena, laggiu' in fondo.

Ma per me è una pazzia.

Precipitandomi veloce piu' che posso in direzione ortogonale ai binari, riesco a raggiungere un bosco che costeggia il tratto ferroviario un attimo prima ...
prima che treni colossali, lanciati a tutta velocità, piombino sui miei poveri compagni di sventura, e li falcidino tutti.

Cosi mi ritrovo solo, con nemici che non conosco che vogliono uccidermi, in un bosco ignoto, vicino a una città che sicuramente non è Milano.

E ora che faccio?

2 comments:

  1. Dobbiamo sceglierlo noi cosa farai Gio? :)

    ReplyDelete
  2. Troppo tardi, ormai mi sono svegliato ;-)

    ReplyDelete